di Virginia Gigliotti

Lavoro, lacrime e tanti sacrifici, ecco come Andrea Marini, il ballerino ventenne originario di Marco Simone, è riuscito a conquistare la American Repertory Ballet di Brunswick, nel New Jersey. Aveva solo 5 anni e mezzo quando mise per la prima volta piede alla Dance Academy di Colleverde, dove la sua carriera da ballerino ha avuto inizio: “Stavo guardando gli allenamenti di mia sorella quando la sua insegnante ha insistito per farmi provare. Ho iniziato con la danza moderna e con l’hip hop ma a 11 anni sono passato alla classica. Quando avevo 15 anni poi mi sono trasferito a Roma per studiare e nel 2015 sono entrato nella Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Mi sono diplomato il 30 maggio e sono in attesa della consegna dei diplomi, che avverrà il 9 luglio. All’inizio in realtà – confessa – ero l’anti danza, volevo giocare a calcio, fare nuoto e kick boxing ma i potenziali pericoli che sport del genere possono apportare mi hanno frenato, complice mia madre, e così ho iniziato a dedicare la mia vita alla danza”.

Vittima di bullismo: discriminato per la danza

La strada per il successo però è stata tutto fuorché semplice per Andrea, tra tanti sacrifici ed innumerevoli episodi di bullismo: “Dagli allenamenti uscivo sempre in lacrime ma ciò che mi ha sempre spinto a continuare nonostante il dolore e la stanchezza, sia fisica che mentale, è stato il piacere che provo ogni volta nel salire sul palco e sentire l’applauso del pubblico. Tante anche le lacrime versate per gli episodi di bullismo, che mi hanno perseguitato sin dalle elementari. Nonostante la danza classica nasca per mostrare l’eleganza e la leggerezza della donna e la virilità dell’uomo è ancora troppo spesso associata al mondo femminile. Mi accusavano di essere omosessuale e la cosa che più mi feriva era che le discriminazioni e gli insulti provenivano non solo dai miei coetanei ma anche dai loro genitori. Tornavo sempre a casa piangendo fino a quando sono diventato io il bullo, ho iniziato a gridare per mettere a tacere chi mi insultava”.

Obiettivo mondo

E si sa, la vita del ballerino è una vita di grandi soddisfazioni ma anche di grandi rinunce, dagli amici allo sport fino alla carriera scolastica, ma questo non ha fermato Andrea, che è riuscito a diplomarsi alle superiori con un più che discreto 94/100 e che ormai non sente più come un peso la riduzione della sua vita sociale, spinto dal forte desiderio di costruire il suo futuro. Determinato e perfezionista, il ballerino di Marco Simone non teme la partenza per gli Stati Uniti e si dichiara pronto a portare la sua danza in giro per il mondo: “E’ la prima volta che vado a vivere all’estero ma non è sicuramente la prima volta che la danza mi porta il giro per il mondo. Innsbruck, Praga, Parigi sono solo alcune delle città europee in cui mi sono recato per concorsi e audizioni, nove in totale quelle di quest’anno. L’ultima è stata proprio quella che mi ha permesso di partire per l’America, quella del 1 marzo allo Ials di Roma, ero di ritorno da una audizione a Parigi, ero distrutto, dolorante e non avevo dormito. E’ stata la mia ragazza che ha insistito a farmi esibire e così, nonostante sentissi che le mie condizioni non fossero ottimali, ho fatto l’audizione migliore della mia vita, saltavo, giravo come una trottola. Sapevo di essere andato bene e per la prima volta nella mia vita non ho saputo trovare un però nella mia esibizione, ero stato impeccabile. Sono pronto a ricominciare tutto da capo e a lasciare la mia città, la mia famiglia, un posto dove mi conoscono e mi rispettano – conclude – Sono pronto perché la danza mi ha abituato al sacrificio, al dolore e alla sofferenza. Partirò per l’America ad agosto e con me verrà anche la mia ragazza, Erica, anche lei selezionata dalla American Repertory Ballet”. Manca così solo un mese prima della partenza di Andrea, che promette senza esitazione: “Partirò per restare, il mio futuro sarà in America e in giro per il mondo”.