di Gea Petrini

C’è un filo che unisce l’amministrazione Rubeis a quella cinque stelle e si chiama urbanistica: in tarda serata, l’altro giorno, dopo ore di dibattito arriva l’ultimo punto in discussione, il via libera del consiglio per volere della maggioranza al piano edilizio (Pru) di Setteville. Una delle operazioni urbanistiche congelate durante il commissariamento, andate poi sotto la lente, e liberate man mano dal governo di Michel Barbet. Sono pianificazioni, lottizzazioni, targate Umberto Ferrucci e Eligio Rubeis, per dire il profilo tecnico e politico. Gli anni delle mega piantine dove tra compensazioni e futuribili opere per la collettività venivano licenziati metri cubi su metri cubi di nuove palazzine. Il Pd grida allo scandalo, anche se al momento decisivo esce dall’aula e non vota, ma sul banco degli imputati finisce la coerenza cinque stelle. Dopo le battaglie di Sebastiano Cubeddu e Giuliano Santoboni negli ultimi due anni di Rubeis, giusto l’attuale capogruppo giustifica a più riprese in aula la necessità di andare a dama con i piani ereditati dal centrodestra. E chissà che ne penserà il deputato. Tant’è che il corto circuito è evidente appena il presidente introduce il punto. L’assessore Chiara Amati, che è una dal piglio tecnico e argine dell’influenza del tandem politico Checchi Cocchiarella, accende il microfono e si lancia in una accorata spiegazione delle ragioni che hanno condotto l’amministrazione a dare il via libera. Inizia dai primi passi, quando entrati nel palazzo si sono ritrovati con un settore nella paralisi e una ventina di piani sospesi. In effetti ci aveva pensato la dirigente Paola Piseddu sotto l’anno di commissarimento. L’architetto aveva trovato magagne pesanti nell’istruttoria: in sostanza mancavano i pareri paesaggistici, fondamentali. Piseddu con la benedizione del commissario prefettizio mette tutto nel congelatore, poi le elezioni le vincono i cinque stelle, e pochi giorni dopo l’insediamento, il 18 luglio, sempre Piseddu ne sblocca 5, quelli di peso, da Arcionia a La Botte passando per Terranova.

L’assessore Amati, “era impossibile annullare i piani”

E’ la reggente del settore a fornire non solo gli elementi tecnici (anzi, pochi) ma soprattutto quelli politici. I cinque stelle sanno che giocano con il fuoco, l’urbanistica a Guidonia è un argomento scottante e oggetto di attacchi di ogni tipo quando in un passato recente (che sembra lontano) sedevano all’opposizione. Un aspetto che ovviamente non sfuggirà alla minoranza. “Avevamo i piani sospesi quando siamo arrivati, erano senza parere paesaggistico, la precedente amministrazione non era solita procedere come normativa vuole. Qualcuno di altri enti ci ha detto che a Guidonia si legiferava. Comunque la Regione Lazio ci ha detto che i piani erano viziati, piani approvati con determina dirigenziale per decorrenza dei termini, cioè con il silenzio assenso. Piani del 2014, per i quali sono scaduti i termini per revocare in autotutela”. Non nasconde un aspetto umano, “ho trascorso notti insonni, ma come li annullo”. Insomma, dice l’assessore, è impossibile. “In alcuni casi si è costruito, ci sono persone, famiglie che vivono già lì che hanno acceso un mutuo. Allora vi dico che non potevamo fare diversamente a meno di condannare il Comune a 100 milioni di euro di debiti”. La Amati in sostanza spiega che sono stati seguiti i passi per ritornare nella legalità, d’altronde “ci è stato detto che la procedura era viziata non illegittima, quindi non annullo i piani se posso rientrare nella legge”. Ma è sotto il cielo politico che l’affaire diventa esplosivo.

Il Pd in consiglio: “Piena continuità con Rubeis”

Chi esce un po’ prima, altri hanno impegni, Simone Guglielmo dai banchi del Pd tira le somme: “Quindi condividete le politiche urbanistiche di Rubeis? Barbet ci deve dire quale è la sua idea di sviluppo, se cozza con la precedente non c’è alcuna norma che impone di sanare. Allora avrei preferito farmi fare i ricorsi che portare avanti certe scelte politiche e lo diremo alla città. C’è continuità con Rubeis. Il sindaco Barbet ha vinto perché voleva dare un taglio netto con quella che ha definito politica del malaffare e oggi fate vostra la politica del cemento”. E’ la prova del nove “dell’incoerenza cinque stelle” incalza poi il capogruppo Paola De Dominicis: “Quindi per un piano c’erano già le case con le persone dentro, per gli altri non ci sono più i termini per la revoca, ma fateci capire, questi piani allora sono o no illegittimi? Perché voi lo denunciavate nella precedente amministrazione. Invece vi spacciate per ambientalisti ma stareste bene con la vecchia giunta Rubeis, il sindaco sarebbe potuto essere un assessore di Rubeis. Siete compiacenti con la vecchia politica urbanistica”. Il consigliere Mario Lomuscio legge il programma elettorale dei cinque stelle, “totalmente disatteso, avevate promesso un cambio di rotta che non c’è stato. Siamo di fronte alla vostra manifesta capacità amministrativa”.