Anche a Mentana è stata introdotta una tassa di soggiorno, andrà ad aggiungersi alle tariffe già proposte dagli operatori del settore alberghiero del territorio e riguarderà ogni tipo di struttura: dal classico albergo al B&B, passando per gli affittacamere e gli ostelli. Questo è quanto è stato approvato dal consiglio comunale nell’ultima seduta.

Cosa finanzia la tassa di soggiorno

Per chiunque sia abituato a viaggiare con una certa frequenza, per svago o per lavoro, questo supplemento non è una cosa nuova. Il decreto legislativo che consente di applicare questa tassa è del 2011 e il comune ha deciso di sfruttare questa opportunità per ricavare delle risorse da utilizzare nell’ambito del turismo per interventi di manutenzione, per la fruizione e il recupero dei beni culturali e ambientali e per i servizi pubblici. Ne è convinta l’assessore alla Cultura Barbara Bravi: “L’Imposta di soggiorno, adottata dalla stragrande maggioranza dei comuni italiani non è una ‘odiosa gabella’ – ha spiegato Bravi in una nota –, è piuttosto la dimostrazione concreta che il patrimonio culturale del nostro comune merita tutela e attenzione”.

Tuona Petrocchi

Tuttavia, l’opposizione non ha preso bene questa iniziativa dell’amministrazione Benedetti, in quanto rischierebbe di complicare ulteriormente la vita a quelle strutture che operano a Mentana e già devono confrontarsi con la concorrenza degli operatori di Roma, come ha espresso il consigliere di opposizione e capogruppo della Lega Francesco Petrocchi: “Ho espresso la mia contrarietà a questo balzello perché penalizza le strutture ricettive del comune che possono battere la concorrenza della capitale solo proponendo servizi a costi più bassi per i turisti che visitano Roma – ha dichiarato Petrocchi –, soprattutto per i gruppi organizzati che contrattano su ampia scala e indirizzano attraverso agenzie i turisti tenendo presente il maggior margine di profitto. A Mentana occorre incentivare le strutture turistiche ed imprenditoriali e non affossarle con nuove imposte che incidono sul prezzo finale”.

Emanuele Del Baglivo