La prima social street arriva a Guidonia Montecelio dall’idea e l’iniziativa di Rita Salomone che insieme a un gruppo di residenti ha dato vita, sabato, alla cena in piazza di Collelargo: in 200 del quartiere con tavole e panche hanno cenato sotto il cielo, scambiando chiacchiere e soprattutto conoscendosi. Proprio così. Un modo per “vivere il quartiere” e pensare progetti, presto i residenti della zona che si trova a Guidonia centro chiederanno al Comune di gestire il parco, ma la social street è molto di più di questo. Pratiche condivise di buon vicinato, l’obiettivo è di mettere in rete le persone che abitano nelle città, fianco a fianco, ma che il più delle volte si salutano appena. La street social coinvolge le persone, facendo scoprire invece le potenzialità di una vita di comunità a misura di quartiere: l’aiuto in piccole pratiche quotidiane, il non sentirsi mai soli, l’organizzazione di eventi, cene in strada dove l’unica filosofia è quella che ognuno porta qualcosa e ci mette un sorriso. E lo stesso ambiente, la città, il singolo quartiere, trovano effetti positivi dalla social street: quando le persone vivono pensando in termini collettivi gli spazi sono più puliti, sicuri. La prima social street è nata a Bologna, nel 2013, in via Fondazza: tutto è partito da Facebook, dove i due promotori hanno aperto un gruppo. Poi è venuta la voglia di conoscersi, e passare dal virtuale al reale. Quella strada di Bologna è diventata un esempio nel mondo. Da allora in Italia ce ne sono quasi 500, di queste 80 solo a Milano, e una ora apre i battenti anche a Guidonia. geape.