Una generazione di quarantenni pronta a rappresentare Guidonia Montecelio a livello regionale e nazionale, la terza città del Lazio deve investire sulle proprie risorse, “si comincia dal Pd” dice Rita Salomone presidente del partito che impone un nuovo ritmo alla marcia dei democrat. Dopo le elezioni europee e le comunali nelle città vicine è sempre più evidente come Guidonia soffra la mancanza di voci nelle sedi istituzionali superiori: figli di un dio minore, nonostante snodo cruciale in provincia e nel Lazio, appaiata a Latina in quanto a dimensioni, serbatoio di voti per i maggiorenti che chiedono senza mai dare in termini di reali opportunità di crescita. Funziona così nel Pd. Le componenti si aspettano appoggio in termini di voti per i candidati che non sono mai espressione della città. Un meccanismo che per Salomone va spezzato: “Dove siamo uniti si vince, e se a Guidonia stiamo così è perché Emanuele Di Silvio non è stato eletto a causa del partito che non era unito con alcuni compagni che erano andati via, questo non può più accadere”.

Le risorse da cui attingere ci sono. “L’azione di Sabatino Leonetti che sta riportando dentro il partito i vecchi compagni, figure che hanno fatto la storia politica della città, è un’azione che valuto importante e preziosa – dice la presidente del piddì – e non solo per l’esperienza che hanno ma per la loro passione, un patrimonio a sostegno dei giovani”. Il gruppo in consiglio offre vere potenzialità secondo Salomone: “Simone Guglielmo ha un ruolo importante, capo segreteria dell’assessorato regionale ai lavori pubblici, Paola De Dominicis, capogruppo, una donna di territorio, sempre schierata dalla parte dei più deboli. Poi c’è Emanuele Di Silvio, empatico, che sa stare tra la gente, Mario Lomuscio una persona che studia, preparato sulle questioni”. Nel partito Marcello Manni “è serio” e i ragazzi della giovanile con Kevin Bernardini “sono attivi e non hanno mai paura del confronto”. In questo contesto, è il senso, ci sono risorse da valorizzare ma deve cambiare il metodo: il partito fronte unico a Guidonia deve sovvertire le dinamiche di corrente imponendo un proprio nome, chissà magari a cominciare dalle prossime elezioni regionali. Un’aria che d’altronde muterà subito, dai prossimi mesi, quando con il congresso di ottobre “porteremo avanti un’azione di forte inclusività e apertura – anticipa Salomone – non ci saranno più guerre né spartizioni di tessere tra componenti, Guidonia dice basta e decidiamo di ricominciare da noi”.

Gea Petrini