Anche quest’anno abbiamo assistito al felice esito del progetto Multimedialab, curato dal professor Paolo Iorio dell’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Guidonia, che ha visto coinvolti circa 40 alunni. Il 5 giugno è andata in scena al teatro Imperiale la commedia musicale Il Cantastorie, recitata e cantata dagli alunni della scuola e arricchita dalle musiche originali composte dall’autore ed eseguite dal vivo dall’Ottonidautore Brass Quintet e dal M° Filippo Temperini alla fisarmonica. 

Molteplici sono state le emozioni veicolate al pubblico in sala: l’impatto commovente di alcune testimonianze video registrate relative alle esperienze di vita vissuta da nel corso del secondo conflitto mondiale; la gioia e l’energia dei piccoli attori unite a tanta espressività e, non da meno, la versatilità dell’autore, Iorio, nel riuscire a coinvolgere l’intero pubblico ad intonare, assieme a tutti gli attori, la melodia di chiusura, trasformando così, una platea di spettatori in una piccola comunità festante, pienamente partecipe ed entusiasta di aggregarsi al coro finale. Ma veniamo ai contenuti dell’operetta. Già nell’apertura, il brano musicale introduttivo riesce a catalizzare l’attenzione sulla funzione portante del personaggio perno di tutta la vicenda: 

“Ogni uomo ha la sua storia,
Tante storie nella memoria
Fatte di tutto, fatte di niente
Il passato di tutta la gente…”

Il cantastorie, depositario e baluardo della memoria collettiva della comunità, novello aedo di tempi a noi più vicini, rievoca col suo canto la storia che ci appartiene e, in essa, una vicenda archetipica ed esemplare che invita non solo a non dimenticare, ma a tesaurizzare un passato sì carico di dolore, ma anche foriero di un messaggio di uguaglianza e fratellanza sempre valido, oltre ogni scorrere del tempo. E così, una storia attuale di discriminazione funge da cornice ad una passata, che riverbera di orrori storici e che ha il merito di trasmettere un insegnamento e un monito alle generazioni future. Ma “Il Cantastorie”, oltre a tributare un omaggio al valore educativo comune a tanta tradizione narrativa orale, intende anche sottolineare l’importanza del pensiero e della cultura che si trasmettono attraverso la scrittura ovvero attraverso i libri, preziosi strumenti che riescono ad arricchirsi di molteplici valenze tra loro complementari: la testimonianza, la volontà di fermare un momento che travalichi ogni tempo e, non da meno, il compagno fedele capace di scaldare il cuore e lenire ogni pena. I contenuti dell’operetta, già di per sé densi di significati sapientemente amalgamati, recano l’inconfondibile impronta della maestria dell’autore, che ha saputo rivestirli di una brillante patina fatta di una varietà di toni e di accenti che si avvicendano senza stridore, infondendo allo spettatore le più diverse emozioni, suscitate ora dall’implicito invito alla riflessione profonda, ora dalla tenerezza dei sentimenti che prevale in alcune scene; il tutto intercalato da un garbato humour che ha il merito di rendere, a tratti, più lieve la serietà del messaggio. 

Daniela Caiazza