Rinunciare a un comunicatore e assumere personale per tenere aperte le delegazioni di Villanova e Colleverde: la proposta è stata bocciata dai cinque stelle di Guidonia che però per la prima volta dall’inizio del governo Barbet, si sono spaccati in aula. Un consiglio concitato mercoledì nell’aula Impastato, già dai preliminari l’opposizione aveva puntato su più temi caldi per sferrare l’attacco ai pentastellati. Uno dei nodi cruciali, il destino già segnato dei presidi istituzionali e di servizio nei quartieri, che rischiano la chiusura per la mancanza di personale. Ecco perché raccogliendo indicazioni provenienti dall’opposizione, il consigliere piddì Emauele Di Silvio ha proposto un ordine del giorno, firmato dalla minoranza, per modificare il piano occupazionale. In sintesi, revocare l’assunzione di uno dei due comunicatori, preso a 54mila euro (l’altro è addetto stampa con consulenza), per rinforzare l’organico delle delegazioni a Villanova, circoscrizione più popolosa della città, e a Colleverde, la zona più lontana dal Palazzo comunale.

E’ qui che si è consumato lo strappo, un fatto senza precedenti per la maggioranza di Guidonia sempre monolitica nelle votazioni dall’inizio del mandato ormai due anni fa. I cinque stelle hanno infatti bocciato la proposta ma per un soffio, 9 contrari e 8 favorevoli (mancava in quel momento uno dell’opposizione) con due consiglieri pentastellati usciti dall’aula per non partecipare al voto, in evidente dissenso quindi con la linea dei colleghi. I dissidenti che erano pronti a rinunciare al comunicatore per aiutare le delegazioni? Alessandro Cocchiarella e Alessandro Toro.

“Il dato politico è che la maggioranza si è spaccata – commenta Di Silvio – Fuori dall’aula sono rimasti i consiglieri Cocchiarella e Toro che non hanno votato volontariamente partecipato alla votazione. Per la prima volta dopo due anni il movimento 5 stelle si spacca.  Contrario e compatto alla maggioranza il voto del consigliere Zarro che parla parla e poi è organico sempre e comunque al movimento 5 stelle”. redpol.