Quando lo stacco è di dodici voti, a un certo punto del pomeriggio, si capisce che la partita del centrosinistra a Tivoli non finirà bene: i risultati delle elezioni europee avevano dato l’assaggio con la Lega schizzata verso il 40% e il Pd al 19 e qualcosa, sotto la media nazionale. Le elezioni comunali di Tivoli si concludono nel primo tempo con uno stravolgimento rispetto ai pronostici: il ballottaggio è di Giuseppe Proietti, sul quale nessuno coltivava mezzo dubbio, che si arrampica a una percentuale da 45%, e Vincenzo Tropiano al 25,29%, il consigliere della Lega che si è avventurato da solo, senza gli alleati naturali FdI e Fi confluiti con simboli civici nella coalizione di Proietti, e ha vinto sul centrosinistra. Ce la fa Tropiano contro una coalizione trainata da un Pd ai minimi storici, e un candidato sindaco, Giovanni Mantovani, che subito dà l’idea, è serio ma non tira. I progressisti tiburtini chiudono la partita al 22,24% dopo una campagna elettorale che al netto dei palloncini non ha davvero mai brillato. L’analisi di una sconfitta cocente investirà (si spera) la classe dirigente per le prossime settimane di fronte a un dato incontrovertibile: la ricetta non è davvero più quella giusta, a dirlo manca solo uno striscione alto nel cielo.

Dalle parti di Mantovani il Pd va al 10%

L’azionista di maggioranza della coalizione progressista è il Pd che si ferma a quota 10,19%: nessuno si attendeva il dato delle contestuali europee anche per le strategie (sbagliate?) messe in campo dai dem, che si sono divisi, collocando nella lista civica Tivoli Futura una coppia del Pd, di nomi anzi per essere precisi della componente di Bruno Astorre. Che sarebbe andata tiepida era preventivato quindi ma non il semi disastro: si tratta di 15 punti in meno rispetto alle precedenti amministrative con la Chioccia candidata sindaco. Sotto, secondi della coalizione i giovani di Una Nuova Storia, che nonostante il candidato sindaco in quota chiudono al 4,26% con 1.163 voti, sopra al 3.56 del 2014 quando correvano però nella squadra risultata poi vincente di Proietti. Tivoli Futura al 4.13%, La città in comune 1.77%, non funziona poi A sinistra 402 voti e 1,47%, fanalino di coda per Italia In Comune, 1,22% per la formazione pizzarottiana targata Picarazzi.

Giuseppe Proietti fa il pieno con 12 liste

In casa Proietti lo scettro della coalizione va a Insieme per Proietti, 2.098 voti di lista e 7,69%, quindi Tivoli Mia al 6.75%, terza della coalizione Tivoli Perla d’Italia con gli innesti di FdI, 1.191 voti e 4.37%, Cittadini in Movimento 3.82%, Cambiamo Tivoli 3.76%, Tivoli Progetto Comune 3.69%, Partecipazione Popolare con ex piddì 3.20%, Altra Italia con i candidati di Forza Italia 3.02%, Civica la Democrazia che sarebbe Alleanza per Tivoli 2.89%, Impegno Comune 2.71%, W Tivoli 2.11%, Tivoli Unica 0,95%. In tutto 12.260 voti delle liste.

Vincenzo Tropiano con la Lega e l’effetto comunali

L’effetto comunali c’è eccome, considerando che la Lega alle europee nella stessa giornata guadagna il 39% e alle amministrative il 14% (anzi per la precisione 13,95). Prova del nove che anche in consultazioni contestuali, gli elettori ormai si orientano in maniera diversa, quando il voto è locale. Ma la percentuale consente a Tropiano di sognare e di andare al secondo turno insieme al 5.82% di Amore per Tivoli, all’1.55% di Tivoli sei tu, 1.37 della Fiamma Tricolore, 1.21% di Siamo Tivoli, e 1.06% di Prima Tivoli. L’impresa che alla vigilia sembrava impossibile senza centrodestra unito è diventata invece realtà. Adesso ci si gioca tutto il 9 giugno sapendo che è una sfida che inizia con più di 20 punti di stacco da Proietti: ma dicono gli addetti ai lavori, al ballottaggio si ricomincia da zero e con l’elettorato di centrosinistra fluttuante e senza riferimenti.

Gea Petrini