Nessun effetto trascinamento a Monterotondo, nei risultati delle amministrative la Lega non ripete l’exploit delle europee e prende meno della metà dei voti. Al contrario il Pd tiene, si avvicina al risultato della consultazione nazionale e spinge Varone, il proprio candidato, verso il secondo turno con il 44,5% dei consensi. Ora si apre una fase nuova per la città eretina, sicuramente non abituata ad affrontare un ballottaggio, quantomeno negli ultimi anni.

Riccardo Varone, Pd e Centrosinistra

Varone chiude in testa con il 44,5%, ma non basta per vincere al primo turno. La lista del Pd è il vero motore del candidato di centrosinistra: i democratici si avvicinano al risultato delle europee conquistando il 21,7 dei suffragi, grazie anche alle ottime performance dei candidati consiglieri Donnarumma, Valenti e Ruggeri che superano abbondantemente le 300 preferenze. Anche le liste a supporto svolgono adeguatamente la loro funzione. I Verdi raggiungono il 4,5%, trascinati da Luigi Cavalli; Demos si attesta al 4,4% e La Rete chiude al 4,2%. Buoni risultati anche per Voglio Vivere Così (3%), Sinistra per Monterotondo (2,4%) e I Progressisti (2,3%). Sottotono +Europa con l’1,9%.

Simone Di Ventura, Fronte Civico e Centrodestra

Probabilmente qualcuno aveva già pensato a una possibile vittoria al primo turno visti i risultati delle europee, ma così non è stato per Simone Di Ventura. Il candidato civico sostenuto dal centrodestra si è fermato al 37,1%, riservandosi comunque la possibilità di farcela al secondo round, senza ricevere però quella spinta che ci si aspettava dalle sigle di partito. La Lega dimezza i propri voti rispetto alle europee e raccoglie solo il 14,4%, anche Forza Italia (4,4%) e Fratelli d’Italia (5,9%) non confermano gli stessi voti ottenuti con la scheda rossa, anche se ci si avvicinano di più. Di Ventura può ringraziare, invece, la propria lista civica Bene Comune che ottiene un ottimo 6,7%, come anche la lista Alternativa Civica, guidata da Fabio Federici, che ottiene il 3,8% dei voti. Rimangono molto in basso, invece, le liste Nuova Eretum (1%) e Futuro Comune (0,7%).

M5s, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo

Anche il M5s perde ben 5 punti rispetto alle europee e rimane ai margini della corsa a Palazzo Orsini. Alberto Pagliuca e il Movimento, con il loro 16,2%, saranno comunque il vero ago della bilancia nel ballottaggio. Ruolo che in parte potranno giocare, anche se in tono minore, i due candidati della sinistra radicale. Rifondazione Comunista, a sostegno di Mauro Iachetti, riesce a superare l’1% giusto di un decimale, cosa che non riesce a Stefano Cirone e a Potere al Popolo (0,9%).

Emanuele Del Baglivo