Trionfo della Lega a Guidonia Montecelio nelle elezioni europee con una percentuale più alta di quella nazionale di quattro punti e ben più su del dato regionale e provinciale, quasi dieci punti: 37.89% per i leghisti con 6.000 preferenze (da record) per Matteo Salvini. Come da previsioni la performance del coordinatore cittadino è più che positiva, Alessandro Messa che portava Simona Renata Baldassare sancisce di avere in città 1.500 preferenze, il doppio rispetto a quanto ottenuto per se stesso alle amministrative di due anni fa. In quarta posizione Luisa Regimenti candidata della capogruppo Arianna Cacioni che si attesta a 320 preferenze. Se c’è un fenomeno Lega che ha più che raddoppiato il consenso in un anno, partendo dal 15% delle politiche 2018 per sfiorare oggi il 40, altrettanto chiara è la debacle del movimento cinque stelle a Guidonia Montecelio. I pentastellati che governano la città, nel 2018 avevano avuto lo scettro come primo partito al 38%, oggi scendono al 21.75%, sempre meglio rispetto al dato nazionale del 17% e questo per il traino della candidata europea Stella Visconti moglie del consigliere comunale Claudio Zarro, che ha ottenuto 786 preferenze, un risultato che Zarro intesta al lavoro della compagna (e al proprio) senza praticamente sostegno del sindaco Michel Barbet che non si è speso pubblicamente per la candidata. Le preferenze della Visconti, è la lettura di Zarro in nottata, hanno trascinato in alto il risultato del movimento a Guidonia rispetto alla sconfitta clamorosa in Italia. Guardando al quadro nel resto d’Italia c’è un’inversione tra 5S e Pd: i democratici a Guidonia infatti sono terzo partito, mentre in Italia secondo con il 22,7%. La ripresa nella terza città del Lazio si ferma al 18.20% (nelle preferenze prima Bonafè con 1126, subito sotto Gualtieri con 1033, Sassoli degli astorriani terzo a 912 e Smeriglio portato dai vincenziani quarto con 656), più su di 3 punti rispetto alle politiche del 2018 ma 4 punti sotto la media nazionale: il Pd a Guidonia non funziona.

Ritornando nel campo del centrodestra come da previsioni c’è il sorpasso di Fratelli d’Italia su Forza Italia, gli azzurri guidati da Maurizio Massini precipitano al 6.1% con 811 preferenze per Antonio Tajani, più che dimezzati i voti dall’anno scorso in termini percentuali quando stava al 14%, appena un quarto in termini di voti assoluti: 6.000 l’anno scorso, 2.000 schede adesso per le europee. E’ l’effetto fuga che ha lasciato il partito a Massini, Stefano Sassano e Augusto Cacciamani, senza considerare il trend nazionale che però è comunque più alto rispetto a Guidonia. Media italiana 8,8%, Guidonia appunto 6.1%. E Fratelli d’Italia? Chiude a 8.55%, un risultato buono, superiore al dato nazionale, due punti sopra, appena sotto a quello regionale (9%) e in linea con quello provinciale. Ma lo scintillio che ci si aspettava dai movimenti del coordinatore Mario Pozzi non porta al traguardo atteso sul fronte sia delle percentuali, dove si resta sotto il 10%, che delle preferenze. FdI è appena un punto sopra il dato 2018 quando stava a 7.8% con 3.300 voti, in termini assoluti perde anzi 600 voti nonostante gli accordi a go go. La più votata è la leader Giorgia Meloni (1.369), in seconda posizione Nicola Procaccini, sindaco di Terracina, nome del coordinatore Pozzi e portato anche dalla lista il Biplano: 455 voti, pochi. Terza posizione a non molta distanza Fabrizio Ghera, 362 sostenuto dalla capogruppo Giovanna Ammaturo, poi Roberta Angelilli (269) con il voto anche di Antonio Tortora, quinto Alfredo Antoniozzi (206) votato dai transfughi di Forza Italia, da Eligio Rubeis a Marianna De Maio. Per il resto +Europa all’1,91%, La Sinistra 1.63% fino a Forza Nuova allo 0.10%. Il voto a destra è l’onda verde anche a Guidonia Montecelio.

Gea Petrini

(nella foto in evidenza il coordinatore comunale della Lega Alessandro Messa insieme al candidato sindaco della Lega a Tivoli, Vincenzo Tropiano)

LEGGI ANCHE – Tivoli europee, Lega primo partito e Salvini fa il pieno di preferenze: attesa per le comunali

LEGGI ANCHE – Monterotondo, con le europee si sveglia leghista

LEGGI ANCHE – Mentana e Fonte Nuova, sovranisti fanno boom