Domenico Cecchetti, lei si candida per la prima volta al consiglio comunale di Tivoli con la lista Altra Italia per Proietti sindaco. Perché ha deciso di mettersi in gioco?

Perché credo sia dovere di ogni cittadino impegnarsi per la propria città, mettendo il proprio bagaglio di esperienze a servizio della comunità per favorirne lo sviluppo e il benessere.

La sua lista è una novità nel panorama politico tiburtino. Da cosa nasce l’idea di creare un movimento in un fase politica così delicata.

L’idea di creare un movimento civico nasce da una semplice constatazione: a livello locale l’apporto dei partiti si è rivelato poco incisivo. Pensiamo alle liti interne che spesso hanno avuto il sopravvento sugli interessi della collettività e che hanno portato a numerose crisi sfociate nello scioglimento anticipato del Consiglio Comunale. Abbiamo bisogno di continuità e stabilità per realizzare progetti a lungo termine.

Lei è un consulente del lavoro e Tivoli una città che economicamente non brilla di luce propria. Cosa secondo lei bisognerebbe mettere in campo.

Certamente per uno che svolge la mia professione vedere le numerose attività che prima animavano Tivoli chiudere i battenti non è certo piacevole, quindi credo che la nostra città abbia bisogno di persone che scevre da ogni interesse personale mettano a disposizione la propria professionalità e le idee giuste per rilanciarla e creare nuove opportunità di lavoro.

Perché avete scelto di appoggiare Proietti e il progetto civico?

La scelta di appoggiare il sindaco Proietti nasce dall’esigenza di trovare una figura che possa portare avanti questo progetto di rinnovamento della città, e nonostante le molte difficoltà in cui versano i comuni italiani credo che a Tivoli qualcosa si sia incominciato a fare. Ecco, noi vogliamo dare il nostro contributo di idee e partecipazione per proseguire questo percorso e credo questo sia possibile soltanto attraverso il polo civico.

Se dovesse entrare in consiglio quale sarebbe la sua prima proposta?

Premesso che il mio obiettivo personale è quello di far sviluppare questa città in maniera tale da permettere il rifiorire delle attività commerciali e non vedere più serrande chiuse. Il mio primo impegno sarà quello di coinvolgere in questo progetto l’intero Consiglio Comunale perché i bisogni e il benessere della città non appartengono ad una singola compagine politica ma all’intera comunità.