Gabriele Terralavoro è uno degli uomini forti della coalizione Proietti e “Tivoli mia” è la lista su cui i bookmakers locali scommettono molto, vuoi per la gestione di un assessorato “di peso”, come si dice in politichese, quello ai Servizi Sociali, vuoi per l’esperienza politica maturata nel corso degli anni prima dentro i partiti e portata nel 2014 a servizio della cordata di civiche che ha guidato la città dal 2014.

Proviamo a fare insieme il punto della situazione: quali sono i progetti realizzati di cui andate più fieri?

A livello amministrativo abbiamo fatto molto anche perché la città era ferma e quando una città è ferma è più facile fare cose che si riconoscono. Sistemare le strade, cambiare l’illuminazione, sono progetti che in altri comuni come il nostro sono stati fatti sette, anche otto anni fa. Ci sono però anche delle cose particolarmente innovative: penso ad esempio alla raccolta dei rifiuti con l’utilizzo di tecnologie come le compostiere. Se il percorso continua ad essere questo Tivoli sarà in grado sviluppare altri modelli sul territorio. Anche l’appalto global service è stato importante: queste società portano a livello di attrezzature generali cose che noi non potremmo mai avere e che permettono di risolvere problemi in maniera diversa.

Il sindaco Proietti nel 2014 aveva detto che l’esperienza delle civiche sarebbe stata a tempo, quello necessario a restituire la politica cittadina ai partiti. Ha cambiato idea o avete tradito il progetto originario allargando addirittura il fronte delle liste oggi salito a 12?

Già dopo sei mesi di mandato Proietti aveva detto che i tempi di recupero di questa città erano molto più lunghi di quanto preventivato. Il confronto con lo stato delle cose ce lo ho fatto capire. A questo si aggiunge il fatto che i partiti a livello comunale non sono riusciti a fare quell’analisi che ci aspettavamo. Noi sotto questo punto di vista non abbiamo tradito nessuno, al contrario abbiamo preso coscienza del fatto che i partiti le domande che si dovevano porre non se le sono poste. Oggi abbiamo intrapreso un percorso politico più pronunciato e anche il nostro manifesto politico lo evidenzia, l’allargamento è una cosa normale, viviamo in democrazia e tutto hanno diritto di partecipare: lo avevamo noi con il nostro passato lo hanno gli altri con il loro, anche se più prolungato nel tempo, chiaramente con le regole dei movimenti civici.

La nuova coalizione registra una defezione d’eccellenza, quella di “Una Nuova Storia” che ha addirittura espresso il candidato a sindaco della coalizione progressista. Come l’avete presa?

Chiaramente amministrare insieme per cinque anni e prima di questo costruire insieme il movimento delle civiche porta alla condivisione naturale di molte cose, nel bene e nel male. Porta a legarsi in modo particolare e sotto il punto di vista umano io la decisione di “Una Nuova Storia” l’ho sentita molto. Politicamente però credo che ognuno sia libero di prendere la propria strada, loro hanno pensato che il tempo per questo progetto fosse finito, l’hanno manifestato e hanno trovato nel progetto politico progressista la loro collocazione naturale. Se questo è vero gli auguro di poterlo sviluppare per la città.

C’è qualcosa di cui vi siete pentiti o che non fareste di nuovo potendo tornare indietro?

Tantissime cose non rifarei o forse farei meglio. Sostanzialmente noi eravamo dei neofiti ma posso dire comunque che le scelte fatte erano tutte all’interno del programma elettorale. Certo è tutto perfettibile ma un pentimento non sento di avercelo. Nulla è andato al di fuori del programma elettorale. Prendiamo le Terme: noi volevamo riprendere il 100% delle azioni e rimetterlo sul mercato. La verità era che avevamo un’idea parziale della realtà, ma è rimasta quella di tutelare la comunità seguendo strade diverse. 

L’opposizione in aula vi ha sempre accusato di lasciare troppo spazio al Sindaco. Questo è uno schema destinato a rompersi?

Io credo che il sindaco abbia già detto molto su questo argomento sottolineando la volontà di creare una nuova classe dirigente, rimodulando magari ruoli e responsabilità ma senza manuali cencelli.

Due punti di forza del vostro programma elettorale.

Prima di tutto la continuità di governo, che dà risultati importanti. Prendiamo Vincenzi, (Marco, ndr) criticabile per alcune cose, ma ha dimostrato che la costanza porta risultati sul territorio. Secondo le idee, che anche grazie all’inserimento di nuove liste possono trovare nuovo slancio e nuova forza.

Cosa rispondete a chi vi accusa di essere una sorta di Armata Bracaleone?

Anche cinque anni fa dicevano che eravamo un’armata brancaleone, abbiamo dimostrato esattamente il contrario con una costanza amministrativa che non si vedeva da anni. Basta questo. 

Anna Laura Consalvi