Una lunga lettera per i cittadini di Tivoli, con l’obiettivo di uscire dagli schemi tipici della campagna elettorale in cui tutti sono “senza macchia”. Nessun teatro della finzione, ma un dialogo vero per costruire un percorso insieme: a scrivere è Luca Rinaldi, di Tivoli Terme, candidato nella lista Italia in Comune in sostegno a Giovanni Mantovani. Riportiamo integralmente la lettera.

“Ho sempre pensato che la politica fosse uno dei mestieri più importanti e difficili del mondo: sei costretto a schierarti ed esporti in prima persona e automaticamente oltre alle simpatie di chi ha la tua stessa visione delle cose, attiri anche antipatie, cattiverie, dicerie e tante altre cose che non ti fanno piacere. Questo chiunque si affaccia sulla scena politica deve metterlo in conto così come deve accettare che anche le persone che non ti conoscono si facciano un’idea su di te dovuta non tanto a quello che dici e fai ma a quello che viene detto di te. Personalmente non ho mai dato peso a ciò che la gente pensa di me o delle mie scelte personali, fino ad ora mi è sempre bastato l’amore e l’affetto della mia famiglia e delle persone che mi vogliono bene.  

Del resto un giudizio di merito su una persona dovrebbe sempre basarsi sulle proposte e sui fatti, mai su simpatie o antipatie personali. Ci sono tante persone che non mi sono simpatiche ma che reputo competenti e rispetto professionalmente, così come ci sono persone che trovo simpatiche ma di cui non amo le scelte o le visioni del mondo. 

Ma la politica non deve essere fatta per simpatie o antipatie, non si tratta di tifare una squadra ma di capire chi possa essere più adatto a rappresentare i cittadini e lavorare meglio per il bene comune. Per questo ho scelto di schierarmi con Giovanni Mantovani, perché credo che questo progetto sia il più valido per rappresentare la città e credo sia quello più adatto a guardare al futuro di Tivoli. 

Non voglio tessere le lodi del candidato o della coalizione che rappresenta, nessuno è perfetto, tutti abbiamo difetti, limiti e debolezze; fa parte della natura dell’essere umano. Una cosa però possiamo considerare importante in politica: l’onestà intellettuale, la serietà di dire chiaramente le cose che si vogliono fare e soprattutto la capacità di ammettere i propri sbagli. Avete fatto caso come i politici, specialmente sotto le elezioni, vengano sempre dipinti come uomini perfetti, senza macchia e senza peccato?

Fa parte del gioco della propaganda politica. Allora io vorrei approfittare di questo spazio per stravolgere i canoni tipici di questa comunicazione “ruffiana” tutta basata sulla forma e poco sulla sostanza, pronta a dipingere il migliore dei mondi possibili e mistificare la realtà per il fine ultimo del consenso. Io vi dico subito che non sono perfetto, nella mia vita ho fatto tanti sbagli, ho corso rischi, fatto tante cose che col senno di poi non rifarei, perso tempo, occasioni. 

Insomma ho vissuto nel bene e nel male un’esistenza squisitamente imperfetta che mi ha reso ciò che sono. Allora per me la politica diviene oggi un mezzo per migliorare me stesso attraverso gli altri, per far parte di un progetto che vada oltre la mia sfera personale e il mio egocentrismo, per confrontarmi con persone che sono meglio o peggio di me e per superare i miei limiti. Probabilmente la politica non ha bisogno di me, sono io che ho bisogno della politica, perché alla soglia dei 40 anni sento il bisogno di fare di più, di mettermi in gioco, di creare qualcosa insieme a un gruppo di persone unite per un obiettivo comune. 

Anche se ho già esposto i miei progetti e le cose che voglio realizzare per la nostra città insieme a Italia in Comune non mi sento di fare promesse a nessuno, l’unica garanzia che posso dare è che ce la metterò tutta e che sarò onesto nel giudizio su quello che riusciremo a fare insieme a Giovanni Mantovani se i cittadini ci concederanno l’onore di governare questa fantastica città. 

Una delle cose che ho sempre odiato della politica e della pubblica amministrazione è la lentezza, l’incapacità di rispondere in maniera efficiente e concreta a un mondo che corre sempre più veloce. Ho l’obiettivo di fare tante cose e di farle velocemente: voglio iniziare un percorso di riqualificazione urbana delle periferie, di cura degli spazi verdi, di ascolto e assistenza per le persone che hanno più bisogno, di sviluppo sostenibile per i giovani e l’imprenditoria, di cultura per tutti e non per pochi. 

Non aspetterò 5 anni, a metà mandato tirerò le somme del mio e del nostro operato e le restituirò ai cittadini in maniera obiettiva, senza giri di parole o promesse futuribili. Nella vita o si corre o si sta fermi e io non voglio rimanere immobile su una sedia del consiglio Comunale per prendere le cose così come vengono, voglio affrontare le questioni, le problematiche incancrenite da anni nel nostro territorio, voglio dare voce a chi non ha voce da troppo tempo. Per questo sono qui oggi a chiedere il vostro aiuto, per questo sostengo Italia in Comune e Giovanni Mantovani Sindaco, per questo ho bisogno di voi e della vostra fiducia”.

Luca Rinaldi