Piogge continue, grandinate, forte vento e temperature nettamente al di sotto della media, come nel caso della giornata di ieri: secondo le statistiche il 15 maggio più freddo degli ultimi 50 anni. Eventi atmosferici che nelle ultime settimane stanno provocando danni gravi all’agricoltura in tutta la regione con campi allagati, strutture rovinate e colture danneggiate, a partire da frutteti e vigneti. Situazione particolarmente difficile in provincia di Latina dove sono state devastate le piantagioni di kiwi e cocomeri, mentre a Viterbo ad essere colpiti sono stati soprattutto gli asparagi, danneggiati dai bruschi sbalzi di temperatura, ma si teme pure per nocciole e castagne. Criticità anche in provincia di Roma, ad esempio nella zona di Velletri, colpita domenica scorsa da una violenta grandinata. 

“L’agricoltura laziale paga un prezzo sempre più caro ai cambiamenti climatici, in un territorio dove nell’85% dei Comuni ci sone zone a rischio idrogeologico – ha spiegato David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – E’ necessario lavorare sulla prevenzione, fermare il consumo di suolo e investire su progetti infrastrutturali che possano portare a una corretta gestione delle risorse idriche che non dovrebbero essere disperse ma accumulate per l’estate. Secondo le previsioni la prossima settimana le temperature dovrebbero alzarsi molto, bisognerà verificare gli effetti di tali aumenti sulle colture”.