Proietti

E’ stato condannato a 4 anni e sei mesi con interdizione dai pubblici uffici l’ex sindaco di Guidonia Montecelio Eligio Rubeis per corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità: arriva la sentenza nell’aula del tribunale di Tivoli dove si è svolto il processo all’architetto finito nei guai per aver raccomandato due ragazze a lui vicine esercitando pressioni su IperCoop e Ihg. Nei due capi di imputazione è venuto fuori il mondo di favori del sistema Rubeis, un “puttanaio” come è uscito dalle intercettazioni. L’allora primo cittadino è andato alla sbarra per aver promesso una soluzione rapida dei pagamenti che il Comune doveva in cambio dell’assunzione all’Ihg. Nell’altro caso, voleva accontentare la richiesta di una famiglia che captata nella sua stanza in Comune, assicurava di aver “cambiato anche la residenza” per votarlo. Erano lì a chiedere la raccomandazione. Una ragazza da collocare all’IperCoop. Da lì le telefonate tra Rubeis e il direttore, “Fatela chiamà, se no ‘sto centro pijo e glielo chiudo, eh”, recitava la conversazione.

Con l’arresto dell’ex sindaco avvenuto all’alba del 20 luglio 2015 l’allora amministrazione di centrodestra è precipitata in un vortice di scandali, c’è un altro processo in piedi con nomi eccellenti di quel governo, la mafia bianca. Niente è stato più lo stesso dall’arresto dell’ex sindaco, una intera classe politica è stata spazzata via nei tre anni successivi.

Nel processo Rubeis una imponente la mole di intercettazioni telefoniche e ambientali, 600 pagine di trascrizioni, ha sostanziato il dibattito in aula in questi anni, e non sono mancati testimoni noti. Da una parte il pm Luigi Pacifici, a tratteggiare le dinamiche correttive nella pubblica amministrazione, dall’altra il difensore Sante Foresta che dall’inizio del processo ha ripetuto che “Rubeis aiutava la gente”. Il pm aveva chiesto sette anni e mezzo, 4 e mezzo quelli fissati dai giudici nella sentenza di primo grado.

Tropiano Lega