La firma c’è stata ieri pomeriggio ma il sindaco Michel Barbet si è preso qualche ora per comunicare il passo indietro di un altro pezzo della Giunta di Guidonia, l’assessore Agostino Bultrini, avvocato, reggente del Personale ha lasciato l’incarico. La notizia una volta circolata, nella giornata di ieri, è sembrata subito avvolta in un giallo. Il sindaco infatti ha specificato che Bultrini avrebbe mollato la stanza “per ragioni legate a sopraggiunti impegni professionali e privati”. Una formula diventata ormai di rito per le dimissioni a catena che hanno caratterizzato l’esecutivo pentastellato. Scelta, nomina, incarico e poi dopo qualche mese l’addio per ragioni personali e di lavoro. Da Paolo Aprile, alla sequela dei Lavori Pubblici, passando per due invece fatte fuori dai cinque stelle (Romina Polverini e Tiziana Guida), la Giunta di Guidonia è in preda a improvvisi ravvedimenti. Una volta arrivati, gli assessori vogliono scappare. E ce ne sono un paio ancora che ballano.

I ringraziamenti del sindaco

“Ringrazio di cuore Agostino per l’apporto di competenze fornito alla squadra della Giunta, per il lavoro svolto con dedizione e per i risultati raggiunti in questi pochi mesi. Lo ringrazio anche di aver atteso di portare a termine l’approvazione del Bilancio in Giunta come ultimo atto ufficiale. Ho avuto modo di apprezzare la sua capacità di inserirsi rapidamente su un percorso già avviato ad inizio mandato – dice Barbet – con un contributo professionale originale, anche grazie ad una grande capacità di mediazione in situazioni complesse”.

Brutti segnali prima del Bilancio

A meno di una nomina lampo a Pasqua (e visti i precedenti difficile da credere possibile), il sindaco si presenterà al consiglio comunale del 24 aprile per la cruciale approvazione del Bilancio con una Giunta incompleta, fresca delle dimissioni di Bultrini. Proprio in quel giorno ci sarà lo stato di agitazione dei dipendenti che in assemblea hanno tirato fuori le pensanti criticità nella gestione del personale. Insomma, la vita di Bultrini a Palazzo non era certamente semplice, vista la materia complessa. Un Comune paralizzato, con uffici carenti di personale, e sindacati scontenti su tutta la linea dei “turisti nei corridoi”, cioè i politici cinque stelle. Un settore con continue patate bollenti, tra carteggi, guerre tra dirigenti, regolamenti contestati dall’opposizione, come quello sui funzionari sollevato dalla leghista Arianna Cacioni. Un mare in tempesta dal quale Bultrini si è tirato fuori, lasciando al sindaco sempre più depotenziato, una poltrona vuota.

Gea Petrini