Voluta dall’amministrazione Vittori e ultimata dalla giunta Di Buò, la biblioteca di Fonte Nuova non è mai entrata in funzione. Tanto è vero che da quando è stata costruita è sempre stata sede dell’aula consiliare. L’argomento è tornato d’attualità grazie alla denuncia operata dai Giovani Democratici di Fonte Nuova, con un’immagine diffusa attraverso la propria pagina Facebook e il proprio account Instagram.

La denuncia dei giovani

La giovanile del Pd richiede a gran voce l’apertura immediata quantomeno di un’aula studio, facendo riferimento a una mozione del 2016 formulata da Federico Del Baglivo e approvata dal consiglio comunale: “Sono passati 3 anni dalla mozione per l’apertura dell’aula studio – recita il comunicato dei GD –, e Fonte Nuova è rimasta l’unico grande comune della provincia di Roma a non avere uno spazio dedicato a tale scopo. Ogni giorno tantissimi studenti o lavoratori sono costretti a cambiare città per studiare, informarsi, aggiornarsi, o anche solo frequentare i propri coetanei. Diamo ai ragazzi della nostra città la possibilità di vivere insieme uno spazio comune dedicato allo studio”. Rincara la dose Giovanni Cornelio, segretario GD di Fonte Nuova: “C’è un impegno preciso del consiglio comunale in merito all’aula studio che questo comune non ha portato avanti. I ragazzi di Fonte Nuova – continua il segretario – hanno diritto ad avere uno spazio per lo studio facilmente raggiungibile, senza dover percorrere chilometri verso Roma o Monterotondo. Il fatto che l’amministrazione di una città di trentamila abitanti non abbia provveduto in questo senso è una cosa inammissibile”.

“Costringono i ragazzi ad andare altrove”

La protesta è chiaramente sostenuta anche dal consigliere Pd Federico Del Baglivo, da sempre impegnato su questo fronte: “Siamo al solito discorso, il comune di Fonte Nuova si lamenta di non essere considerato per progetti culturali e scolastici dalle istituzioni, ma nel momento della verità non sceglie mai di investire sulle infrastrutture che aiuterebbero l’aggregazione dei giovani fontenuovesi e il progresso sociale della città tutta. Ci aspettiamo quanto prima – continua l’esponente democratico – che gli spazi vengano restituiti alla disponibilità della cittadinanza, che da troppi anni e per troppi servizi è costretta a migrare nei comuni limitrofi, comportando inoltre un aggravio per i pochi mezzi pubblici del territorio e un danno per tutte le realtà commerciali che soffrono la vita inesistente del nostro comune”.