Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi a maggioranza, con 24 voti favorevoli e 7 astenuti, la proposta di legge n. 114 “Modifiche alla Legge regionale 7 marzo 2016, n. 1 (Disposizioni per favorire la conciliazione nelle controversie sanitarie e in materia di servizi pubblici) e successive modifiche”. Si tratta di poche norme correttive rispetto al provvedimento di tre anni fa, ritenute necessarie per migliorare e rafforzare l’attività di conciliazione delle controversie tra cittadini ed enti pubblici, intervenendo sulla struttura e sull’organizzazione della Camera regionale di conciliazione, all’epoca creata presso l’Istituto regionale “Carlo Alberto Jemolo”.

Nel dettaglio, le nuove disposizioni assegnano al Consiglio direttivo della Camera regionale di conciliazione tre compiti: 1) adottare le linee di indirizzo per l’espletamento delle attività della Camera; 2) proporre all’Istituto Jemolo, per la successiva adozione, il regolamento dei lavori della Camera; 3) redigere, in collaborazione con l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione a Roma e nel Lazio, il rapporto annuale sull’attività della Camera. Inoltre, viene assegnata alla Camera regionale di conciliazione una segreteria tecnica con funzioni di natura amministrativo-contabile, istituita nell’ambito e con personale dello stesso Jemolo.

La legge n. 1 del 2016 era stata approvata quasi all’unanimità nel corso della precedente legislatura per cercare di ridurre gli oneri finanziari e amministrativi di liti e contenziosi tra cittadini ed enti pubblici, attraverso lo strumento della Camera regionale di conciliazione. Questo organismo, infatti, in questi anni ha avuto il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie fra i cittadini e i soggetti erogatori di servizi pubblici regionali che riguardano il mancato rispetto degli standard di qualità previsti. In questa categoria rientra anche la responsabilità medico-professionale, nonché l’erogazione di prestazioni sanitarie da parte di Asl e ospedali, escluse le liti di particolare complessità e comunque quelle di valore superiore a 50mila euro.

Il Consiglio direttivo della Camera è composto da tre persone, nominate dal presidente della Regione. I componenti sono scelti tra magistrati a riposo, avvocati con almeno dieci anni di esercizio, professori e ricercatori universitari o di enti di ricerca in materie giuridiche, notai, commercialisti, medici iscritti agli albi professionali e con almeno dieci anni di esperienza ed esperti in materia di conciliazione.

Dopo l’approvazione della proposta di legge n. 114, il Consiglio regionale ha iniziato l’esame della proposta di legge n. 116 “Disposizioni finanziarie di interesse regionale e misure correttive di leggi regionali varie”. Terminate la relazione illustrativa dell’assessore regionale al Bilancio e la discussione generale, l’Aula ha approvato i primi 4 articoli, rinviando la prosecuzione dei lavori a mercoledì 17 aprile, alle ore 15.