Consiglieri e assessori girano “per i corridoi come turisti”, in un Comune al collasso dove appena si può si scappa. Tensione ai massimi livelli, i dipendenti sono sul piede di guerra per il burrone nel quale sta precipitando il Palazzo di Guidonia. Si sono riuniti ieri mattina in assemblea con tutte le sigle sindacali, nell’aula consiliare, proprio su quei banchi occupati di solito dai politici, i dipendenti hanno avviato una stagione di iniziative che porteranno allo sciopero.

E’ stato di agitazione

Intanto il 24 aprile, quando il consiglio si riunirà per il bilancio, è stato proclamato lo stato di agitazione: il personale dice “basta”, l’amministrazione cinque stelle è sul banco degli imputati per le modalità con cui manda avanti il Comune e il rapporto con i dipendenti. I problemi, insomma, invece di essere migliorati, sono acuiti.

E’ fuggi fuggi dal Comune

Questo emerge dall’assemblea, negli interventi sono stati snocciolati gli aspetti più critici che rendono la situazione incandescente. I ritardi cronici nei pagamenti, il disinteressamento nei confronti delle attività sindacali, la mancanza di turnover, il sottodimensionamneto del personale, i tagli ai servizi ai cittadini, le continue anomalie dei sistemi informatici, l’aggravio di adempimenti burocratici. Pesa sulle spalle dei dipendenti la responsabilità dei rapporti con i cittadini: di fronte ai continui disservizi, è il personale e non la politica il primo sfogo di chi si ritrova con l’immondizia in casa o senza assistenza. E se i cittadini si lamentano, dall’altra è un fuggi fuggi. Le richieste di mobilità, di trasferimento cioè in altri enti, sono ormai all’ordine del giorno. Bordate pesanti all’amministrazione, “un flop”, mentre altri hanno immortalato le giornate al Comune, con i cinque stelle “che si aggirano per i corridoi come turisti”. Ma se il gettone di presenza è comunque garantito ai consiglieri, l’efficienza del Comune no: inizia la stagione calda. 

Gea Petrini