Proietti

di Gea Petrini

Clima da resa dei conti, e sono quelli pubblici: il Comune di Guidonia Montecelio è un’arena per gladiatori armati di penne, i cinque stelle sono sull’orlo del burrone per il Bilancio. Sta accadendo di tutto e di più tra le mura del Palazzo dove si richiedono persino atti d’imperio per secretare carte e informazioni visto che prendono il largo, fuori, verso la città. Lo scenario è bollente. C’è una guerra senza precedenti tra la dirigente alle Finanze Maria Lombardi e la collega dell’Ambiente Paola Piseddu, munite di note protocollate sono protagoniste di uno scontro coi fiocchi. In ballo c’è la responsabilità dei pareri tecnici sul documento finanziario dell’ente. E intanto è montato il caso vero e proprio rispetto alle anomalie e ai debiti non dichiarati dopo la denuncia di Emanuele Di Silvio: i revisori dei conti lo hanno proprio messo nero su bianco. Se non arrivano i chiarimenti dai dirigenti è a rischio il parere dell’organo sul Bilancio, già approvato dalla Giunta con un “no” della Piseddu. 

Mezzogiorno di fuoco

Per attraversare il corridoio serve sangue freddo. Le figure apice della macchina burocratica sono ai ferri corti. Anche se tutti sanno che dopo il bilancio l’assessore Alessandro Alessandrini e la dirigente Lombardi, diarchia delle Finanze, andranno via, il primo verso nuovi incarichi in contesti più idonei al profilo, l’altra magari verso nord, intanto c’è giusto quello scoglio da superare. Il bilancio per i cinque stelle sta diventando una decisiva prova di nervi. La politica freme e la burocrazia fa scintille.

Piseddu contro Lombardi: lettere e accuse

Sotto l’amministrazione cinque stelle è stato modificato il regolamento di contabilità. La nuova versione prevede che il parere di regolarità tecnica sul bilancio sia firmato dal responsabile del servizio finanziario unitamente ai dirigenti. Su questo “unitamente” c’è una battaglia senza esclusione di colpi. In sostanza vuol dire che la Lombardi forte del regolamento ha chiesto a ogni dirigente il parere tecnico in merito alla propria area di competenza. Una impostazione contestata aspramente dalla Piseddu, per la responsabile dell’ambiente infatti i dirigenti non devono esprimersi sugli atti contabili. E non sono certo sofismi. Se prima le dispute avvenivano al chiuso del comitato dirigenti, adesso le bordate giungono via carte bollate. La contestazione della Piseddu nei confronti della Lombardi diventa una vera accusa all’amministrazione che, chiedendo i pareri tecnici su materia contabile a dirigenti che non sono alle Finanze, di fatto, commetterebbe forzature ai limiti del mobbing. Figurarsi le reazioni. Lombardi non solo rigetta ogni attacco ma conferma le presunte solide basi normative del nuovo corso, in cui ognuno, in sostanza, è responsabile dei propri conti. Un’atmosfera di veleni in un carteggio che non trova sintesi però da nessuna parte. Tanto che la Piseddu ribadisce anche il parere contrario già fornito sul randagismo: la cifra stanziata non è sufficiente a coprire il servizio (la quota sarebbe 500mila euro).

Di Silvio denuncia le anomalie di firme e soldi nel Bilancio

I revisori poi potrebbero non lasciare il benestare. Il consigliere piddì Emanuele Di Silvio ha acceso un riflettore sulle note stonate (per usare un eufemismo) in questo Bilancio. Intanto il Dup (come viene chiamato ora, cioè documento unico di programmazione) è stato approvato dall’esecutivo in presenza appunto del parere negativo della Piseddu sulle cifre per il randagismo. Ma non è tutto. Di Silvio lo scrive ai revisori dei conti: ci sarebbe l’illegittimità dietro l’angolo visto che il dirigente dell’Area III avrebbe delegato per la firma il segretario comunale attraverso una semplice mail. Poi c’è il terreno pericoloso dei debiti. All’urbanistica ci sarebbero tra i 140 e i 180mila euro senza coperture in bilancio, e l’accantonamento fondi rischi non sarebbe sufficiente.Di Silvio manda la nota lunedì e in settimana è un putiferio. Mentre Lombardi e Piseddu vanno avanti con le lettere, si consumano riunioni al cardiopalma.

Riunioni, urla, sindaco paonazzo

I revisori dei conti incontrano con i vertici dell’amministrazione. Lo dicono senza mezzi termini: in base alla denuncia di Di Silvio se ci sono debiti non dichiarati o se il fondo rischi non copre tutte le passività non potranno fornire parere favorevole al bilancio. Ecco allora attimi di pura concitazione: i revisori escono dalla stanza e si sentono le urla per tutto il corridoio della Lombardi. I revisori poi convocano il dirigente all’Urbanistica Cestra, il quale avrebbe confermato l’esistenza dei debiti, i revisori a quel punto impongono un cambio di passo nella gestione del problema. Insomma, il nodo va sciolto. Interviene il sindaco, protagonista di un incontro a due con il dirigente e prima di prendere poi insieme la strada dell’urbanistica, Barbet si sarebbe mostrato furioso. Come è stato risolto il caso scottante? In nessun modo. I revisori allora hanno scritto a tutti i dirigenti affinché, ognuno per propria competenza, chiariscano le anomalie sollevate dal consigliere Di Silvio. Altrimenti? Se non si trova la copertura per i numeri con i quali è stato approvato il bilancio, salta tutto.

Tropiano Lega