Trema il Palazzo cinque stelle di Guidonia Montecelio, l’amministrazione è a un soffio dal burrone per il Bilancio: già fuori tempo, e ancora arenati. Problemi non solo sotto il profilo politico, in una querelle di cui si è capita l’aria con il rimprovero in aula del consigliere Alessandro Cocchiarella alla dirigente alle Finanze per come era stata formulata una frase di un atto, ma ancora di più per le criticità tecniche. Con i termini scaduti ieri, infatti, si moltiplicano i fronti caldi: ci sarebbero 180mila euro di debiti non riconosciuti all’urbanistica (ma non è l’unico caso) e le carte dei dirigenti con cui fare i conti. Paola Piseddu dà pareri contrari. E’ sempre più caos, Emanuele Di Silvio scrive ai revisori, e intanto manda una richiesta precisa al prefetto: “Bisogna sciogliere il consiglio comunale”.

Piseddu scrive e dice “no”

Potrebbero scontrarsi con un ostacolo insormontabile, i cinque stelle, sul fronte del bilancio. La partita dei conti fa acqua da tutte le parti, ci sono debiti non riconosciuti per i quali non c’è neanche l’accantonamento. Nel regolamento contabile viene chiarito che oggi ogni dirigente è responsabile all’interno del documento finanziario delle cifre della propria area. Quindi non è più il dirigente alle finanze a sobbarcarsi il carico della nave, ma ognuno deve assumersi la propria parte. E qui son dolori, visto che la Piseddu ha messo nero su bianco tre pareri contrari su altrettanti punti perché non ci sono le coperture giuste. Se quindi non viene cambiata la dicitura nel documento unico di programmazione, il niet della dirigente resterà tale. Uno di questi riguarda il randagismo: lo stanziamento previsto nel bilancio è insufficiente per coprire il servizio – scrive la dirigente – per avere parere positivo si deve portare la cifra a 550mila euro.

Il consigliere Pd scrive al prefetto

Di Silvio in mattinata si è mosso in due direzioni. Da una parte con i revisori dei conti, dall’altra con una pec al prefetto per comunicare che nonostante la scadenza del 31 marzo a oggi non è stato approvato e nemmeno depositato il bilancio di previsione. “Prendiamo atto dal punto di vista politico che con i cinque stelle non solo non è cambiato nulla ma la situazione sta peggiorando. I debiti restano fermi nei cassetti, i conti non tornano, la gravità della situazione è tale che ho chiesto al prefetto di sciogliere il consiglio comunale”.

Gea Petrini

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