Ennesimo colpo di scena nella campagna elettorale più frizzante degli ultimi anni. Ad allargarsi è il fronte già nutrito delle civiche che animano il progetto politico guidato dal sindaco in carica Giuseppe Proietti, che da sabato pomeriggio, per essere precisi, ha un simbolo in più, quello de La Democrazia. Nata dalle ceneri di Alleanza per Tivoli, lista figlia della tormentata esperienza Gallotti, da una manciata di giorni ha cancellato dall’anagrafe della politica tiburtina il suo nome e cognome e pure i big che negli anni ne avevano animato l’attività, che – dicono quei bene informati che sanno sempre qualcosa in più – non si ripresenteranno per l’apertura delle urne il prossimo 26 maggio. Fuori dunque dall’agone Marino Capobianchi, Antonio Pisapia e Dino Romiti, per dirne alcuni, che dunque passeranno la mano. 

Fidanza (La Democrazia): “Sempre alternativi a sistemi di potere asfittici” 

Il testamento della lista che fu è passato per una nota stampa che ha suscitato, come era prevedibile, una lunga serie di reazioni, commentate dalla portavoce de La Democrazia, Alessandra Fidanza. “Con le altre liste civiche che sostengono Proietti, presentiamo alla città una proposta politica che abbia come obiettivo l’interesse generale, che ricerchi il bene comune e che rispetti la persona. Saremo sempre alternativi a sistemi di potere asfittici anche quando questi cercano di autorigenerarsi”.