Proietti

Il valore delle costruzioni nel Pil è crollato in dieci anni, di 12 punti, la crisi dei grandi gruppi industriali si riverbera sulla piccola e media impresa come un effetto domino, chiudono i cantieri, con danni pesanti per il settore edilizio e per i lavoratori: sciopero generale domani, venerdì 15 marzo, degli edili e dell’intera filiera. Una manifestazione nazionale a piazza del Popolo, dalle 9 e 30, organizzata dalle sigle sindacali di settore. Pullman partiranno da tutta Italia per far sentire le ragioni del comparto che, come hanno spiegano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, mira a ottenere dal Governo sostegno per il settore edilizio e delle infrestrutture in un Paese che ha profondamente bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del territorio. Adesioni da ogni dove, forte la presenza del Lazio e ci saranno tra le bandiere sindacali, i lavoratori del distretto del travertino di Tivoli Guidonia Montecelio. “Tutela dell’occupazione”, gli operai in piazza.

Nel Lazio edilizia meno 50% 

“Si fermeranno i cantieri, le fabbriche del legno, dell’arredo, le cave, le fornaci, le cementerie per l’intera giornata”. Annunciano così la giornata dello sciopero Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Lazio. “Lavoratori e ex lavoratori che hanno perso il posto di lavoro a causa della crisi manifesteranno a Roma. Migliaia di lavoratori partiranno dalle cinque province per chiedere al Governo investimenti e rilancio del settore. Dal 2008 nel Lazio si sono persi tanti posti di lavoro quanto una città grande come Chieti o Pordenone. Dall’iniziodella crisi il comparto dell’edilizia laziale ha visto un calo medio di circa il 50% e la situazione rischia di aggravarsi con lo stallo di opere indispensabili per lo sviluppo del territorio. Così si nega il futuro”. 

Gli operai delle cave di Guidonia in piazza

A piazza del Popolo ci saranno i lavoratori delle cave dell’importante distretto di Tivoli Guidonia. Le ragioni dello sciopero sono da ricercare nella profonda crisi occupazionale che questo settore sta pagando alle logiche imprenditoriali e politiche che non mettono a frutto gli investimenti disponibili nel settore – dicono i sindacati di Roma e provincia – Si tratta soprattutto di grandi opere, ma non solo, in tutto o in parte già finanziate ma che non vengono cantierizzate e quando lo sono accumulano ritardi inaccettabili da un settore che ha perso, nella crisi che ha coinvolto tutti, più di 600.000 posti di lavoro”. Infrestrutture ferme, opere famtasma, “un territorio devastato da eventi naturali che richiederebbero opere di messa in sicurezza, oppure semplicemente transitando su strade e autostrade ormai prive di adeguata manutenzione. In questa situazione decine di migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione senza lavoro, lo sciopero e la manifestazione intendono richiamare l’attenzione del governo sul settore strategico per la ripartenza dell’economia”. 

Le ragioni specifiche del settore estrattivo

“Il distretto di Tivoli Guidonia parteciperà allo sciopero la manifestazione con una folta rappresentanza di lavoratori – dicono i sindacalisti – che oltre alle ragioni che gli accomunano alle motivazioni razionali porteranno in piazza le rivendicazioni a tutela dell’occupazione dei lavoratori del travertino. E di queste ore la notizia di nuove dovute ispezioni di controllo delle attività estrattive che non si accompagnano con altrettanta solerzia ad azioni di tutela dei lavoratori attraverso una azione di rilancio e tutela delle lavorazioni sul territorio”. geape.

Tropiano Lega