Se ne va un “grande assessore ai servizi sociali”, Guidonia Montecelio dice addio a Umberto Rinaldi, volto storico della sinistra, morto questo pomeriggio a 67 anni al termine di una lunga malattia. Un vero osso duro, con il sangue che pulsava per la politica, “voglio votare alle primarie, mandate qualcuno”, ha detto così appena pochi giorni fa agli amici di partito, quando era già ricoverato in gravissime condizioni pensando alla consultazione nazionale di domenica prossima.

Le voci sono rotte dall’emozione nel Pd nel pensare a “Sellerone”, consigliere comunale per anni, poi assessore ai servizi sociali con la giunta Lippiello, solare, forte, vicino alla gente. Uno del popolo, Sellerone. Non mancava di fine strategia politica, di impeto, era cresciuto nel Pci e poi aveva seguito il percorso degli ex comunisti fino al partito democratico. Ma poco era cambiato nel piglio e negli occhi del “compagno”, perché ancora ci si chiamava così, lo stesso che era inarrivabile negli anni duri delle piazze a organizzare le uscite notturne per attaccare i manifesti. Un rito. “Mi sono laureato all’università di Villalba”, è Andrea Ferro a riportare l’espressione che spesso utilizzava parlando del quartiere. Sono trascorse stagioni epiche, sempre in prima linea, sempre pronto a dare battaglia dentro e fuori il partito. Perché, gli avversari lo ricordano bene, con Umberto Rinaldi poi non si scherzava, in quella lealtà tipica di chi ha iniziato a fare attivismo quando lo slancio verso la collettività era tutto, un assoluto. Una giornata di lutto per una comunità politica che è una famiglia.

Non riesce a parlare Marcello Manni, nipote di Umberto Rinaldi e segretario del Pd di Guidonia. “Un minuto” chiede con la voce rotta dal pianto ricordando lo zio: “Umberto era innamorato della politica e del partito inteso come azione per la collettività. Il bene pubblico, il benessere delle persone, per questo si impegnava. Nell’ultima settimana neanche riusciva a parlare ma ci aveva chiesto di poter votare alle primarie del Pd di domenica. Una perdita incolmabile per me, a livello personale, e per il partito di Guidonia. Un uomo che ha dato tutto per la città e per il sociale”.

Era andato a salutarlo, appena un giorno fa, la sua amica e compagna di partito, “è un dolore profondissimo” dice Anna Rosa Cavallo, sindaco Pci degli anni ’70 e poi consigliere regionale, oggi esponente del piddì proprio nel gruppo insieme a Rinaldi. “Un uomo di partito, e un grande assessore al sociale. Lui ha istituito importanti servizi, aiutato le associazioni che operavano nel sostegno alla disabilità, Umberto ha organizzato la consegna a domicilio dei farmaci. Ma non sono i singoli interventi, è stato un assessore ai servizi sociali che ha segnato un modo di fare politica, sempre vicino alle persone. Un uomo di sinistra. Negli ultimi anni eravamo molto uniti, abbiamo condiviso tante scelte politiche”.

“La perdita mi colpisce negli affetti personali”, Mario Lomuscio è visibilmente emozionato. Rinaldi è stato uno dei suoi più forti sostenitori alle elezioni del 2017 che lo hanno portato per la prima volta in consiglio con il Pd, ma è sul lato personale che si saldano i legami. “Era una persona eccezionale, una risorsa non politica ma della città. Se ne va una figura che ha lasciato un segno importante per la nostra città”.

L’immagine che gli viene subito alla mente è la “porta aperta”. Ne traccia il profilo di un assessore che ha segnato una svolta nella gestione dei servizi sociali, Sabatino Leonetti che con lui è stato in Giunta con il centrosinistra. “Era un assessore che ascoltava tutti, molto apprezzato anche a livello istituzionale fuori Guidonia, in provincia. Umberto aveva una missione vera e propria, che portava avanti con profonda passione. Una grande capacità amministrativa, era un uomo molto concreto. Non aveva segreti: era un vero assessore sociale”.

“Ci lascia un riformista autentico”. Quante riunioni, quante telefonate, quanta politica condivisa. Andrea Ferro, ex deputato del Pd, oggi coordinatore della segreteria regionale del partito targata Astorre, ha avuto con Rinaldi un rapporto strettissimo. “Umberto ha rappresentato per quaranta anni l’anima autenticamente popolare della sinistra di Guidonia. Sempre vicino ai più deboli, a chi aveva più bisogno: vicino alle periferie e alle tante marginalità di una città complessa, senza mai cadere nella demagogia e nel populismo deteriore. Un punto di riferimento politico che mancherà molto. Amava dire di essersi laureato all’università di Villalba, quella della strada. Il suo stile schietto e la sua grande umanità la porteremo sempre con noi. Ci lascia un riformista autentico, un compagno e un uomo di spessore e un grandissimo amico con cui ci siamo voluti bene per oltre venti anni”.

E’ Rocco Maugliani a tirare le fila di un sentimento che attraversa l’intero Pd. Il segretario provinciale parla di “una enorme perdita per la comunità del partito democratico di Guidonia e una tragedia per tutti noi che a Umberto Rinaldi volevamo bene. L’ho conosciuto venti anni fa alla chiusura di una campagna elettorale. Era davanti a una bacheca a controllare i manifesti. L’ho lasciato una settimana fa che chiedeva di votare alle primarie. Con Umberto Rinaldi se ne va una parte di noi e rimarrà sempre nei nostri cuori”.

Gea Petrini