Davide Russo sarebbe andato oltre confine per studiare gli alberghi sorti sulle cave ritombate, tant’è che i rumors sono realtà: anzi sono diventati un documento dove nero su bianco i cinque stelle di Guidonia puntano a chiudere le cave per far sorgere case e alberghi. A tirare fuori le carte bollenti è la consigliera della Lega Arianna Cacioni. Il Comune ha inviato infatti alla Regione Lazio un documento con cui integrare le linee per il rilancio del settore estrattivo di cui si discute alla Pisana. In sostanza, si punta a “valorizzare” i luoghi cambiando la vocazione dell’area: case e alberghi. Una operazione urbanistica con i fiocchi con ripercussioni su ogni fronte.

“Vorrei capire a che gioco sta giocando Barbet. Mi sembra pronto a barattare la chiusura delle cave con una mega speculazione edilizia su più di 300 ettari di territorio in zona geologicamente instabile, noncurante dell’occupazione di settore e della valorizzazione del travertino”.

Scrive infatti l’amministrazione cinque stelle nel documento: “Dell’area estrattiva deve quindi essere ben definito il futuro utilizzo dell’area stessa. Nel caso in cui siano previsti ritombamenti, l’area potrebbe essere interessata da insediamenti abitativi, produttivi o trasformata in parco pubblico. D’altro canto, lasciando integre le zone di cava, una volta recuperate e solo in certi casi solo eventualmente parzialmente ritombate, potrebbero diventare un parco naturale geotermale di notevole valenza geoturistica”.

Insomma Cacioni mette insieme gli elementi: “Un preludio ad una mega variante urbanistica, sarebbe l’unica possibilità prevedere il cambio di destinazione d’uso ad un’area così vasta. Che questa sia la posizione sulle cave dell’ambientalista Movimento 5 stelle a Guidonia è incredibile, formalizzata dal sindaco senza la minima condivisione. Nessuna discussione, ma anche nessuno studio di fattibilità, progetto, analisi di compatibilità con lo stato dei luoghi. Mi domando che cosa ne pensi il destinatario, il presidente della commissione Ambiente in Regione, il consigliere Valerio Novelli di questa bella proposta”.

Niente di quanto richiesto nelle proteste di settembre ha avuto seguito: “Ci ritroviamo con delle proposte che si occupano di aumentare la burocrazia, di rendere più poliziesco l’intervento del Comune per aumentare l’impossibilità di soluzioni alternative, definire le attività di controllo e all’orizzonte di stravolgere l’assetto urbanistico della zona. Parliamo di un territorio fragile, soggetto a sinkhole, teatro di forti fenomeni di subsidenza nel recente passato, in cui lo stesso possibile insediamento di attività turistico termali dovrebbe essere oggetto di uno studio approfondito. Chiederò la convocazione un consiglio comunale sul tema – conclude Cacioni – che dia indirizzo per il ritiro del documento. Il sindaco Barbet ci deve delle spiegazioni, stavolta si è spinto davvero oltre”.