Ballerina, soubrette, attrice negli indimenticabili anni ’60, è morta questa notte Chelo Alonso nell’abitazione di Mentana dove viveva da diversi anni con la famiglia del figlio Aldo. Una vita straordinaria quella della showgirl cubana nata a Camaguey nel 1933, giovanissima si avvicina al mondo dello spettacolo attraverso la danza. Da Cuba conquista Broadway e poi approda a Parigi. Una bellezza dirompente, le gambe lunghe e lo sguardo sensuale, negli anni della Dolce vita diventa una stella del cinema italiano. Non possono fare a meno di lei, i registi più grandi.

Esordisce nel 1959, partecipa a venti produzioni, da Morgan il pirata a Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone nel 1966. Recita con Vittorio De Sica, Alberto Sordi, è una donna carismatica apprezzata nei ruoli di donna fiera e sensuale, Chelo Alonso sposa il produttore discografico Aldo Pomilla, e rimasta vedova, va a vivere prima a Siena e poi a Mentana con il figlio Aldo. Abbandonato ormai il mondo dello spettacolo diventa un’imprenditrice.

Conosciuta, rispettata, e amata da tutta la comunità di Mentana, in questi ultimi cinque anni aveva sofferto molto per diversi problemi di salute che l’avevano afflitta, constringendola a entrare e uscire dagli ospedali. Lascia il figlio Aldo e le tre nipoti a cui era legatissima, Alessandra, Carola e Alice, della “bomba H cubana” come veniva chiamata in America per la bellezza ipnotica, si ricorderà il battito della magia di quegli anni, l’aver lavorato con i grandi, come Fellini.

Ma di Chelo Alonso c’è un racconto che tra i tanti rimarrà nella storia, raccontato dalla stessa attrice in tv pochi anni fa. Quando alla fine degli anni ’50 Ernesto Che Guevara si presenta a Roma mandato da Fidel Castro per convincere l’artista a tornare a Cuba, ma neanche il capo della rivoluzione riuscì a farle lasciare l’Italia.