Dopo aver ricevuto e visitato le Ambasciate di Indonesia e Germania nel 2018, all’interno del progetto, Diplomacy Eduction, a cura della Global Action Italia, con un notevole ritorno formativo per gli studenti, quest’anno, gli allievi del Liceo Majorana di Guidonia, accuratamente preparati dalle angliste Daniela Marini e Antonella Testa, incontrano le rappresentanze diplomatiche delle Repubbliche di Mongolia e del Libano

L’incontro con la storia della Mongolia

Il primo febbraio, il frizzante Terzo Segretario d’Ambasciata della Mongolia, Ganbayar Ganbold, con studi diplomatici anche a Trento, ha condotto i ragazzi del Majorana attraverso un intrigante viaggio nei secoli, nel cuore dell’Asia, partendo dalla antica relazione tra la Repubblica di Venezia e l’impero di Mongolia, tramite la storica amicizia tra il popolo di Gengis Kan e Marco Polo, autentico proto-ambasciatore, sino agli scambi culturali e economici di questi anni, molto proficui tra Italia e Mongolia.

Incontro con il Libano

Il 6 febbraio, siamo tornati nell’alveo del Mediterraneo, con la brillante e affasciante ambasciatrice della repubblica del Libano, S.E. Mira Daher. Accolta dal preside Eusebio Ciccotti, dalle docenti Marini e Testa, e dall’avvocato Pier Francesco Torrisi della Global Action, nel cortile del Liceo, la dottoressa Daher è stata “scortata” sul lungo tappeto rosso da due allievi, Roberto Ferrelli e Esmeralda Albini. Le due delegazioni, una volta guadagnato l’Auditorium “Mario Verdone” hanno salutato gli inni nazionali dei due Paesi, proiettati, con le rispettive bandiere, sul gigante schermo dell’Auditorium. 

Terminate le presentazioni ufficiali ha avuto inizio il seminario sulla diplomazia. L’ambasciatrice Mira Daher ha aperto con una comunicazione introduttiva, ricca di informazioni, sul Libano e, successivamente, ha offerto la parola agli studenti. Una serie di domande argomentate e profonde, in un fuoco di fila senza posa, hanno impegnato l’ambasciatrice in una conferenza da sala stampa estera.

Le domande degli studenti

Si inizia con la delicata questione del confine tra Libano e Israele sul fronte del Mediterraneo (“How do relationships progress between Israel and Lebanon for the definition of the ground and marittime border about ‘Blok 9’ on the Mediterranean Sea”? posta da Alessandro Correi). Si prosegue sulle tensioni tra Israele e Libano per altri tratti di confine (“There is a great tension at he borders of Lebanon and Israel these days. The Governament of Beirut called ONU attention, is there a risk of a war?” domanda di Vincenzo Fiorentini); si passa, poi, alla politica interna, come conseguenza della politica estera, con la quesitone dei tre milioni di rifugiati in Libano dalla Siria e da altri paesi in guerra (“How are Syrian refugees considered in Lebanon? Can they represent any social and economic problems?” chiede preoccupato Alessio Filadi. L’ambasciatrice Daher risponde, sicura e chiaramente: “Il nostro governo mantiene buoni rapporti con Israele e tutto si risolverà rispettando le convenzioni tra due Paesi e all’interno di accordi internazionali”.

Per i rifugiati, aggiunge, “non nego che vi siano molti rifugiati in Libano, ma il nostro governo apre le porte a tutti coloro che hanno bisogno di aiuto, poiché è nello spirito del popolo libanese essere accoglienti e vivere in pace con tutti i paesi del Medio Oriente”. Le domande degli allievi e delle allieve sono davvero una gragnuola (rivolte da Martina Urbinati, Letizia Giordano, Fausto Pucci, Sara Minicapilli – quest’ultima con una fine domanda sui rapporti FAO-Libano ˗, ed altri).

Ma la domanda cui l’ambasciatrice risponde con un gran sorriso è quella che riguarda la cucina libanese (rivoltale da Bianca Rusu) che non “può gareggiare con quella italiana, ma è davvero di ottimo livello”. La dottoressa Daher ricorda agli allievi che dovrebbero visitare il Libano, un paese “simile al vostro, con mare e montagna, nuoto e sci; io, vedendo i vostri volti è come se vedessi i ragazzi e le ragazze libanesi: i libanesi sono simili a voi anche fisicamente. Avrete degli ottimi amici in Libano!”. Il preside Eusebio Ciccotti, mostra l’effige di Saint Charbel, un santo cristiano libanese, vissuto da eremita nel secolo XIX, sul modello di San Francesco, molto noto nel mondo, e, poi, insieme alla professoressa Daniela Marini, lancia la proposta di un gemellaggio con un liceo libanese. La dottoressa Daher incoraggia l’idea, ricordando il gran flusso turistico che dall’Italia arriva in Libano ogni anno, e come Beirut pulluli di negozi con firme e marchi di aziende del Made in Italy. A fine seminario S.E. Mira Daher si è complimentata per “il livello universitario mostrato dagli allievi del liceo di Guidonia Montecelio”.