Guidonia il maggior centro di smistamento di cocaina e marijuana, grandi operazioni e almeno un arresto al giorno in flagranza in tutto il territorio di competenza, mentre approfondimenti investigativi hanno rivelato canali di approvvigionamento collegati con la criminalità calabrese e albanese. La fotografia allarmante di “un fenomeno criminale di grande diffusione” sull’area nord est della Capitale emerge dalla relazione annuale sull’attività svolta dalla procura di Tivoli, presentata ieri. “Gli stupefacenti hanno invaso il nostro territorio. Le operazioni consistenti delle forze dell’ordine, con sequestri di ingenti quantitativi applicazioni di misure cautelari personali, sono continue.

I dati. C’è poi almeno un arresto al giorno per spaccio, anche nelle vicinanze delle scuole”, ha sottolineato il procuratore capo Francesco Menditto illustrando i dati relativi a traffico, cessione e detenzione di droga. Tra luglio 2017 e giugno 2018 sono stati 407 i reati contestati in base al testo unico sugli stupefacenti a carico di persone note, 30 a carico di ignoti. Con un trend che non tende a diminuire negli anni. “Altra piazza di interesse investigativo – aggiunge la relazione – è quella di Palestrina che, assieme ai territori di Zagarolo, Valle Martella e San Cesareo, quasi fossero un continuum, si caratterizza pe essere uno dei più vivaci crocevia del traffico di droga”. Come “anche a Monterotondo sono stati accertati consistenti episodi di spaccio”. Segnalati anche i procedimenti di maggiore rilievo. 

Droga ed estorsioni a Marcellina. Tra i casi più consistenti seguiti dalla procura il procedimento penale che ha portato ad otto ordinanze di custodia cautelare e al sequestro preventivo di una villetta di Palombara Sabina, nonché al successivo rinvio a giudizio per 13. Undici hanno scelto il rito abbreviato o patteggiato. Procedimenti finiti con condanne, la più grave delle quali, operata la riduzione della pena prevista, a sei anni e quattro mesi di reclusione con multa da 5.600 euro.

Radicato sistema di spaccio tra Fonte Nuova, Guidonia e San Basilio. Le indagini, avviate a marzo 2016, si sono chiuse otto mesi dopo con l‘esecuzione di dieci misure cautelari. Tutto partito dall’arresto di un noto trafficante di Tor Lupara, trovato in possesso di mezzo chilo di hashish. Le indagini successivi hanno ricostruito una fitta rete di spacciatori a cui era legato. Tutti residenti tra Roma, Guidonia e Fonte Nuova, dediti allo spaccio e al recupero, con modalità estorsive, di “crediti” per droga. I numeri dell’operazione: 14 arresti in flagranza; sette segnalati come assuntori; sequestro di 35 chili di hashish, 125 grammi di cocaina, 100 di marijuana, 11mila euro in contanti più il sequestro preventivo di una villa a Pichini, un’Audi A1 e due conti correnti per un valore complessivo di oltre 300mila euro. Mentre, nella stessa zona, altre indagini, iniziate a settembre 2017 e concluse ad ottobre 2018, hanno portato all’emissione di 17 misure cautelari per spaccio e detenzione di rilevanti quantitativi di droga. RedCro