Correvano gli anni 2013 e 2014, mesi in cui il pagamento della mensa scolastica non era uno di quelli all’ordine del giorno per diverse famiglie che hanno deciso di saltare il saldo, scusate il gioco di parole, e che si ritroveranno tra le mani una cartella firmata Equitalia. Un buco, quello creato dal mancato introito, non proprio piccolo: si tratta, atti alla mano, di 247.727,80 euro che risalgono all’anno scolastico di cui sopra per un totale di 761 articoli che il Comune vuole recuperare a ogni costo. La cifra, compresa di interessi, campeggia sulla determina firmata dal dirigente ad interim del Settore Welfare, la segretaria generale dell’ente Lucia Leto, che lo scorso 14 gennaio ha provveduto così a chiudere la partita. Chiaramente prima sono stati fatti tutti i passaggi del caso, tradotto in soldoni sono stati inviati solleciti di pagamento caduti miseramente nel vuoto. Il buco però c’è e si vede il passaggio successivo, quello che si ferma a Equitalia spa e che parla di emissione di cartelle di riscossione coattiva è partito senza se e senza ma.