Opera incompiuta, mastodontica, una cattadrale nel deserto: costata cinque milioni di euro di soldi pubblici e ancora non completata. Il destino del palazzetto dello sport di Guidonia Montecelio, costruito al Bivio, e diventato in dieci anni di storia oggetto di controversie e lungaggini, è all’interno di una interrogazione preparata da Mario Lomuscio e sostenuta dall’intero gruppo del Pd.

La storia della struttura è ingarbugliata tra avvocati e società, ma quello che conta è che con ogni probabilità non vedrà la luce ancora chissà per quanti anni. Della strada indicata infatti dai cinque stelle l’anno scorso, non c’è infatti traccia. Già negli ultimi anni del governo di centrodestra, si erano tentati bandi per la gestione, sempre andati male. Assegnazioni fatte e ritirate, polemiche sulle gare d’altronde non mancavano mai. Due i punti dolenti. Nonostante l’opera abbia già comportato un esborso all’ente di cinque milioni di euro, un milione e mezzo in più del previsto nel corso degli anni, i lavori non sono conclusi.

Come riporta Lomuscio nell’atto, è stato l’ex assessore cinque stelle Marco Colazza a ricordare quanto noto già al predecessore: manca la sistemazione della parte esterna, e l’insonorizzazione. Cioè 250mila euro. L’idea dei cinque stelle anche questa non nuova era di indire un bando, e affidare il palazzetto da 2.500 persone alla società che si sarebbe fatta carico anche di concludere i lavori, con una contropartita chiara poi nel bando. L’altro punto critico, il più impattante, sono i costi di gestione che si aggirano intorno al milione di euro l’anno. Il momento della gara però non è mai arrivato. Nonostante il Comune abbia avviato un propedeutico avviso pubblico, l’otto agosto, un giro preliminare giusto per sondare, l’intero affaire palazzetto è finito lì. Col solleone. Non se ne è saputo più niente. Per questo i democratici pongono domande ai cinque stelle sui fondi, le controversie pendenti, i tempi: l’amministrazione aveva posto inizio 2019 come data per l’apertura del palazzetto. Invece non è accaduto nulla.

Ecco le domande di Lomuscio e dei consiglieri Pd, chiedono:

  • ad oggi quante risorse economiche occorrerebbero per ultimare i lavori previsti da progetto e successive varianti e dunque rendere disponibile l’impianto polisportivo. Si chiede al riguardo di specificare anche la tempistica;
  • se corrisponde al vero la circostanza secondo la quale per la gestione dell’impianto occorrerebbero circa 900 mila Euro annui per le utenze e costi di gestione. Si richiede di specificarne il dettaglio e produrre copia di eventuali studi eseguiti in tal senso;
  • su base annua, tenuto debitamente conto sia delle spese di cui al precedente quesito che dei prezzi del mercato immobiliare (in particolare dei canoni di affitto per strutture di tale natura), quali potrebbero essere i profitti derivanti da una possibile concessione in locazione/affitto di una struttura come quella sottesa ad esame;
  • in riferimento all’avviso del 9.8.2018, se sono pervenute manifestazioni di interesse. In caso di risposta affermativa se ne richiedono copia;
  • se sussistono controversie giudiziarie e/o stra-giudiziarie l’ente pubblico e terzi, contenzioni aventi ad oggetto l’impianto de quo. In caso di risposta affermativa si richiede di specificarne le parti, l’oggetto, le domande nonché lo stato e grado dei procedimenti;
  • Se verranno rispettati i termini stabiliti nello stesso avviso del 9.8.2018, prot. nr.73074, laddove è stato specificato che l’avvio della procedura avente ad oggetto l’affidamento in concessione pluriennale della gestione del centro polisportivo comunale comincerà tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. 

Gea Petrini