Giornata di incontri in Regione dove sotto spinta dell’assessore Gian Paolo Manzella ha preso il via un valzer di audizioni in vista dell’approvazione delle linee programmatiche per il rilancio e la riqualificazione del settore estrattivo. Un tema da termometro rosso a Guidonia Montecelio che nel 2018 ha visto uno scontro pesante tra l’amministrazione cinque stelle e le imprese. Se ne stanno occupando le commissioni attività produttive e ambiente in seduta comune: l’analisi del provvedimento arriverà dopo il confronto con le parti (si continua prossima settimana) e la presentazione delle osservazioni, il cui termine, per l’esame, è fissato a lunedì 11 febbraio.

L’assessore Manzella: cave e sviluppo

Le linee strategiche che si approveranno per le cave sono “un elemento qualificante dello sviluppo economico regionale” ha detto l’assessore allo sviluppo economico Gian Paolo Manzella, “al limite tra sviluppo economico, ambiente ed edilizia”. Potenziamento del sistema dei controlli, individuazione dei principi per la riforma della normativa di settore e misure per il rafforzamento del presidio amministrativo in materia di cave, queste le tre priorità, a dire dell’assessore. Sul primo punto, sono 270 i siti attivi e più di 400 quelli dismessi nel Lazio, questi ultimi da censire a breve, ha riferito Manzella. Ci sono contatti con l’Arpa ai fini del potenziamento del sistema dei controlli. Effettuati già 42 controlli a Guidonia, 12 a Tivoli e altri sei richiesti al di fuori di queste zone, così ancora l’assessore: “Tutti si sono svolti in collaborazione con le amministrazioni comunali e le imprese”. Salvaguardia dei giacimenti, economia circolare, semplificazioni del quadro normativo, promozione dell’attività estrattiva, collaborazione con le università, queste le priorità a proposito del secondo punto. Sul terzo, sarà creata una specifica unità per questo tipo di funzioni di controllo, oltre alla collaborazione con aziende specializzate sul controllo del territorio. Al momento l’area in questione, ha spiegato, è composta da sole due unità.

Le imprese

Tra gli invitati, prima a prendere la parola Claudia Conversi, di Unindustria, ha esposto le osservazioni dell’associazione sulla delibera, evidenziando come il rafforzamento della filiera corta di lavorazione rappresenti uno dei cavalli di battaglia della associazione. Dandini, del Centro di valorizzazione del travertino romano, ha affermato invece che il Centro tende a tutelare la specificità della pietra tipica della zona di Roma e dintorni, specie rispetto alle interpretazioni discutibili della normativa da parte delle autorità comunali che si sono avute in passato.

I sindacati

Tra i sindacati, le osservazioni di Cgil si sono concentrate sulla parte del documento che riguarda la tutela e l’incremento dei diritti dei lavoratori del settore, in particolare specificando che manca ad avviso del sindacato “una visione di lungo periodo” e coraggio nell’individuare un “percorso di sviluppo per il travertino romano”. Mancini della Cisl ha affermato che di fronte all’importanza dell’appuntamento attuale è bene “prendersi tutto il tempo che serve” per fare un buon lavoro. Di Francesco della Uil ha ricordato che il settore muove un fatturato di oltre 40 milioni di euro ma in questi anni c’è stato uno “smantellamento della filiera produttiva”.

Il Comune punta sui rischi, scoppia la polemica. Forza Italia attacca

Non poteva non generare polemiche politiche l’intervento del sindaco Michel Barbet. In base al resoconto che arriva dalla Regione, il cinque stelle al governo di Guidonia ha spiegato come dagli anni ’80 ci sia stata un’accelerazione dell’attività estrattiva grazie alle possibilità della tecnologia. Ha ricordato però anche “come il numero delle ditte impegnate nell’attività sia diminuito nel totale”, ha citato i controlli effettuati nel 2018 e affermato che il territorio è esposto a rischi da questa attività: geologico e da inquinamento, soprattutto per il trasporto di materiale sul sito da altri luoghi. “Molte cave sono state abbandonate senza recupero a beneficio del territorio”, ha proseguito. Un “marchio unico di qualità e provenienza” attraverso una modifica normativa che imponga la lavorazione in loco del travertino romano, questa la proposta del sindaco.

Le parole di Barbet hanno innescato lo scontro politico. Non poteva essere diversamente visti gli ultimi mesi, gli operai con le tende sotto il Comune, le proteste. Il capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio, Antonello Aurigemma promette battaglia a difesa del settore estrattivo. “Nel ringraziare l’assessore Manzella per la sensibilità dimostrata alle mie numerose richieste sulle criticità in cui versano le aziende del travertino che insistono sul comune di Guidonia – dice Aurigemma – sono rimasto particolarmente esterrefatto dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco pentastellato che, nonostante l’ampia disponibilità dimostrata per risolvere il problema, continua con perseveranza a danneggiare non solo un settore che ad oggi produce circa il 4% del Pil regionale, ma che tra diretti e indiretti occupa circa tremila lavoratori. Noi ci batteremo per evitare che un’attività come questa nata nel II secolo a.c., che esiste da oltre 2000 anni, possa essere distrutta dall’incapacità di un’amministrazione 5 stelle che non dimostra la minima sensibilità ai problemi del territorio”.

Dalla parte dei lavoratori e delle imprese, la consigliera azzurra Laura Cartaginese: “Oggi in commissione congiunta Ambiente-Sviluppo Economico parliamo di attività estrattiva con l’audizione di imprese, sindacati e amministratori sulle linee programmatiche finalizzate al rilancio e alla riqualificazione del settore. I mesi scorsi mi hanno visto impegnata in prima linea a difesa e sostegno di una realtà importante per l’intera Regione Lazio, sostegno che oggi continua con l’obiettivo di tutelare posti di lavoro e qualità della vita. Purtroppo la posizione del Sindaco di Guidonia continua ad essere di rottura nei confronti delle cave, dunque poco è cambiato rispetto alla crisi che ha portato cittadini e operai ad assediare la piazza del municipio per giorni. Da parte mia resta la volontà e la convinzione di continuare il percorso iniziato accanto alle famiglie del mio territorio mesi fa per consentire al nostro tessuto produttivo di crescere e non di morire di stenti”. geape.