L’amministrazione di Guidonia è all’inizio “di una inesorabile parabola discendente”. La consigliera leghista Arianna Cacioni legge le dimissioni dell’assessore Tiziana Guida come l’ennesima “fuga” da una Giunta “impreparata e disconnessa dalla realtà”, “arrogante”. L’ormai ex delegata dell’ambiente va via dopo che i consiglieri di maggioranza, nella quasi totalità, hanno chiesto un passo indietro. Una dinamica che lascia aperte ferite nelle truppe e avvenuta di fronte a Michel Barbet spettatore degli eventi.

“Siamo di fronte a un sindaco di carta e a una guerra tra bande”. Le tensioni interne ai cinque stelle, divisi in gruppi, sono sempre più forti mentre sul piano amministrativo “c’è una carenza generale di prospettiva”. Ricorda la Cacioni: “Tiziana Guida è stata l’assessore delle cave chiuse, della pineta rasa al suolo, della raccolta differenziata allo sbaraglio, del sistema di Protezione Civile annientato”.

L’opposizione più volte ne aveva richiesto le dimissioni: “Ormai il governo cittadino è in una fase di declino dal quale non tornerà indietro. Il metodo utilizzato con la Guida è stato feroce: i consiglieri hanno imposto e il sindaco ha subito la scelta”. E proprio Barbet dice la leghista “ha garantito personalmente la Guida in momenti critici come nelle vicenda degli alberi, era insomma l’assessore sul quale il sindaco si era speso con maggiore forza”.

La città sta pagando un prezzo, “è la paralisi – conclude – possono solo rivendicare il progetto alternanza scuola lavoro, non so se ci rendiamo conto, e intanto dalla sicurezza al sociale è un disastro dopo l’altro”. redpol.