Via libera al Piano sociale regionale, il consiglio ha oggi approvato la delibera illustrata, discussa e emendata già il 16 gennaio. Uno strumento che interviene nel sostegno alla genitorialità, nelle politiche giovanili, nelle prestazioni socio-sanitarie. L’opposizione si è astenuta, ed è passato il piano che si chiama “Prendersi cura, un bene comune”.

Punto centrale del provvedimento, come spiegato dall’assessore e dai consiglieri intervenuti nel dibattito, è l’attenzione e la cura per la persona che si affaccia alle prestazioni sociali. Quindi vengono definiti i vari interventi previsti. Tra questi: il sostegno alla genitorialità, innanzi tutto con l’abbattimento delle rette degli asili nido; la co-progettualità con le aziende del Terzo settore; il rafforzamento delle politiche giovanili; il potenziamento dei Punti unici di accesso (Pua) alle prestazioni socio-sanitarie e della governance del sistema integrato; la priorità data all’assistenza domiciliare, anche attraverso il cosiddetto caregiver, vale a dire il familiare che assiste un congiunto ammalato e/o disabile.

Prima dell’esame dell’Aula e del via libera in Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta da Giuseppe Simeone (FI), in commissione Bilancio era stato approvato un emendamento per lo stanziamento delle relative risorse finanziarie per l’attuazione del Piano: nel triennio 2019-2021 saranno impiegati 550 milioni di euro oltre a 132 milioni di fondi europei del Por Fse.