Francesco Petrocchi aderisce alla Lega, il consigliere di Mentana lascia il civismo per entrare nella casa salviniana dove assume l’incarico di responsabile enti locali della provincia area est di Roma. Tempo di organizzazione per il partito di governo, che vola nei sondaggi e si appresta al test delle urne con le elezioni europee di primavera. Una fase di riorganizzazione, e di nuovi innesti in tutta Italia, inclusa – come s’intende – Roma e la provincia.

A destra è un fermento, a volte di sopravvivenza pensando alle operazioni in corso dalle parti di FdI, e la Lega è il magnete tanto più per chi ha radici culturali di un certo tipo. E’ il caso dell’avvocato Petrocchi, classe 1972, che ha iniziato l’avventura politica con il movimento sociale fino ad aderire al Pdl. Con quel simbolo è stato consigliere provinciale dal 2008 al 2012, mentre a Mentana nel 2016 si è candidato sindaco a capo di una civica, e oggi siede ai banchi dell’opposizione. A marzo la candidatura alle regionali, come “indipendente” di Forza Italia, e adesso l’adesione alla Lega che si struttura sempre di più, basti pensare che a Guidonia l’intero gruppo Messa è entrato e si è di fatto preso il partito.

“Da anni ormai non ho tessere di partito e mi sono dedicato all’impegno civico – commenta Petrocchi – semplicemente perché dopo l’implosione del Pdl non ho più trovato un partito in cui riconoscermi. Oggi la Lega rappresenta un baluardo a presidio della nostra civiltà ed una difesa contro il terrorismo islamico e l’islamismo, a cominciare dal ripristino dei confini nazionali e dalla rivendicazione della tradizione religiosa e culturale italiana. Sicuramente sensibile al fattore denatalità che pone a rischio la stessa sopravvivenza di un popolo. Attenta al tessuto produttivo, piccoli commercianti artigiani e professionisti vessati dalla sinistra e colpevolmente dimenticati dal centrodestra quando ha governato”.

“Ma oggi la sfida più importante è riuscire a rappresentare quel tessuto variegato del popolo italiano sofferente che va dai giovani alla ex classe media impoverita, i non garantiti, coloro che fanno fatica anche a pensare ad un futuro. E la Lega appare in prima linea su questo fronte. La scelta è condivisa con gli amici di sempre, gli antichi militanti e i nuovi ragazzi che via via si sono aggiunti. È una scelta che facciamo con convinzione – conclude – Con la consapevolezza che, al di là delle percentuali elettorali, la più grande impresa della politica oggi consiste nel riaccendere i sogni e spegnere le illusioni”. geape.