Vent’anni e nessuna attenuante. Ieri la Corte di appello di Roma ha confermato in pieno la condanna inflitta poco più di un anno fa  con rito abbreviato all’orco di Guidonia per violenza sessuale e corruzione aggravate nei confronti di minorenni. Il cinquantenne organizzatore di eventi per bambini era finito in carcere a luglio del 2016 a conclusione di una indagine choc condotta dal pool antiviolenza del commissariato di Tivoli e coordinata dalla procura di Tivoli. Ieri la conferma della pena.  Senza sconti. Non riconosciuta, così come era stato in primo grado, la sussistenza del vizio di mente. 

Il fatto. Tutto era partito dal coraggio di un ragazzo. Ha deciso di tirare fuori quanto gli era successo presentandosi in un consultorio Asl accompagnato da un familiare. Il primo anello di una catena di protezione sociale che in 15 giorni è arrivata all’ordine di custodia cautelare per il presunto pedofilo. La psicologa, accortasi della gravità, ha prodotto in tempi record la relazione per il commissariato.

E qui il pool del commissariato in poche ore è stato in grado di mettere insieme la prima informativa per la procura, la quale ha potuto dare immediatamente il via alle indagini coordinate dal pm. Ai super poliziotti, coordinati dall’ispettore superiore Davide Sinibaldi, il compito di svolgere le attività investigative che hanno permesso di chiudere il cerchio. L’uomo è finito in carcere e per la procura c’era motivo di ritenere che in quel momento abusi su altri bambini fossero in corso. RedCro