Non solo Meuti vs Mantovani. Il Pd si prepara alle elezioni e lo fa senza chiudere la porta in faccia a nessuno, ma ribadendo una posizione di primo piano nel centrosinistra che verrà. A dirlo è stato il segretario cittadino, Piero Ambrosi, nella riunione del direttivo che si è tenuta nel secondo pomeriggio di ieri nella sede di via del Melangolo. Sono state settimane di fuoco per i democratici alle prese con l’asse in via di definizione con “Una Nuova Storia” e la Leopolda tiburtina che si terrà domenica prossima e che vedrà la civica capitanata da Mantovani, che ormai si muove in tandem con Italia In Comune e Sinistra Italiana, aprire le porte di quella che è stata ribattezzata “costituente dei progressisti”.

Il ruolo del Pd e la Leopolda del 20 gennaio. “Partecipiamo da protagonisti”

 Nella relazione di cinque pagine firmata da Ambrosi si parla anche di questo e del ruolo che il partito dovrebbe e vorrebbe avere in quell’assise e non solo. “Io chiedo al Direttivo un mandato coerente con la strada che abbiamo fatto fin qui, dalla segreteria Fontana alla mia – scrive l’ex assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Gasbarra -.  Partecipare da protagonisti all’Assemblea del 20 gennaio. Unire anzitutto il centrosinistra. Costituire il nucleo base della nuova coalizione. Renderla più rappresentativa con la forza e la condivisione di un programma innovativo. E rapidamente, in modo ancor più condiviso, fare la scelta del Sindaco, attraverso le modalità e gli strumenti che la coalizione riterrà più consoni e necessari”. Una lista di priorità, dunque, che parte dal recupero del ruolo da parte del gruppo, che rischia di schiacciarsi troppo sulle civiche e di perdere così la propria identità.

I rapporti tra “Una Nuova Storia” e Proietti: “Premeremo affinché avvengano fatti nuovi”

Una questione, questa, che è stata affrontata più volte nel corso del vortice di riunioni che si è tenuto nelle settimane appena passate, accanto al problema numero due: la presenza in giunta, in maggioranza e nel consiglio di amministrazione della Acque Albule spa, della lista che dovrebbe contrapporsi al sindaco uscente tra una manciata di mesi. Una contraddizione per molti versi, forse troppi, che non piace ma che potrebbe, il condizionale resta d’obbligo, cambiare a stretto giro di posta. “Una Nuova Storia ha annunciato di distaccarsi da Proietti a maggio. Ma se non c’è la determinazione di rendere complementari queste azioni non si arriva a dama. Quando giovedì scorso siamo andati nella loro sede abbiamo appurato che quelle formazioni che avevano accolto con scetticismo l’appello di settembre, Italia in Comune o che avevano abbandonato il tavolo di Agenda Tivoli, Sinistra Italiana, subito prima dell’incontro con Proietti, sostenevano l’iniziativa di Mantovani – continua il segretario facendo riferimento all’appello lanciato dagli “intellettuali” subito dopo l’estate a Proietti per ricompattare la sinistra tiburtina, andato a vuoto -. Io credo che un partito come il nostro debba fare ancora una volta da battistrada nel superare l’attrazione e la comodità del proprio particolare. Ci sono aspetti critici in questa situazione? Sì. A partire da quelle di collocazione e di ruolo, tra forze che stanno in maggioranza e all’opposizione in consiglio Comunale, per la verità assai minori tra quelle insite nella potenziale avventura con Proietti e l’intera sua coalizione. Ci saranno probabilmente fatti nuovi in questa direzione. Premeremo anche noi perché avvengano”.

Le Primarie, ricerca del candidato a sindaco e il ruolo del Pd: “Siamo autonomi”

Passaggio obbligato quello sulle Primarie, vista la lettera con cui Giovanni Meuti è entrato di diritto nella rosa dei contendenti, contrapponendosi di fatto a Giovanni Mantovani. “A proposito di forme di scelta del candidato Sindaco, io credo che esse vanno primariamente inserite in un contesto di coalizione. E vanno bene tutte se tendono a creare una maggiore unità dell’alleanza e intorno agli indirizzi amministrativi, non se vengono agitate come strumento di parte divisivo”, aggiunge Ambrosi, che nelle battute conclusive ribadisce con forza il ruolo e l’autonomia del partito. “Voglio però ribadire una garanzia che assicuro al partito nel breve periodo in cui ancora riterrete e riterremo io debba continuare a guidarlo: tutti debbono misurarsi con il Pd di Tivoli e con le sue proposte per quello che sono, non per quello che altri vorrebbero essere. Non arretrerò e non arretreremo, se posso, di un millimetro sul valore della nostra Autonomia. Le decisioni il Pd le prende qui dentro, facendosi carico tanti delle differenze di opinione quanto delle regole comuni, ma poi le valorizza e le fa rispettare in ogni dove”.

Anna Laura Consalvi