File d’attesa infinite per gli utenti, e condizioni di lavoro insostenibili per gli operatori della sanità: un sistema che rischia il collasso, i sindacati proclamano lo stato di agitazione in ogni struttura della Asl Rm5 per “la grave carenza di personale”. Cgil, Cisl e Uil sono pronti a scendere in piazza a protestare se i vertici aziendali non daranno segnali chiari di confronto e soprattutto risposte concrete. Personale infermieristico, ostetrico, tecnico e amministrativo: più volte le organizzazioni sindacali hanno denunciato la carenza diventata ormai cronica.

La fotografia. “In alcuni servizi – dicono i sindacalisti – il numero di personale assegnato non riesce a garantire i minimi assistenziali pur ricorrendo agli straordinari”. Anzi proprio gli straordinari sono un punto dolente: se ne fa ricorso per l’apertura e la chiusura di alcuni servizi, mentre andrebbe concordato a tutela dei dipendenti. “Si rammenta – scrivono – che il personale in nessun caso può essere per la sostituzione di altri professionisti sanitari”.

Gli esiti sono chiari. “Questa situazione si ripercuote pesantemente sui servizi con disagi agli utenti – spigano i sindacati – provocando allungamenti delle liste d’attesa delle prestazioni”. E non finisce qui. A preoccupare è anche il forte decentramento dell’attività diagnostica verso le strutture di Roma e quelle private, provate accreditate, “con una pesante perdita economica per l’azienda”.