Un incubo per la maggioranza cinque stelle, dal primo febbraio Guidonia Montecelio rischia l’emergenza rifiuti per le strade. L’assessorato all’ambiente della cinque stelle Tiziana Guida è con i riflettori puntati. La dirigente Paola Piseddu dagli uffici ha annullato l’affidamento del servizio di recupero e smaltimento dell’umido alla Tekneko, secondo le condizioni fissate a dicembre del 2017 dal dirigente – oggi al Comune di Roma – Marco Simoncini, cioè 139 euro a tonnellata per tre anni. Cambia la forma e la sostanza, il servizio viene lasciato alla Tekneko non come nuovo appalto ma come variazione del contratto principale (quello generale di raccolta dei rifiuti) a 130 euro a tonnellata, quanto il Comune ha pagato dal 12 aprile del 2106 nelle quattro volte che ha ripetuto questa stessa formula del quinto d’obbligo (per un totale di 2milioni e 300mila euro).

Lo smaltimento della frazione umida (come degli altri materiali) non era compreso nel contratto iniziale stipulato nel 2015 per più di 48 milioni di euro che prevedeva solo la raccolta. Prima ci si rivolgeva a ditte terze, fu il caso di Eco Consul, vicenda finita all’interno di un processo con i vertici politici e burocratici del settore accusati d’abuso d’ufficio per le proroghe e le cifre fissate allora dal Comune considerate fuori mercato dagli inquirenti. Scoppiata la bagarre giudiziaria il trasporto e lo smaltimento è passato a Tekneko con la formula appunto della variazione del contratto originario e a 130 euro a tonnellata. Intanto il Comune ha stipulato sotto la gestione commissariale un accordo con la stazione unica appaltante della città metropolitana, se le gare sono sopra i 207mila euro o sopra soglia comunitaria, la palla passa a quegli uffici. Hanno espletato la gara per affidare il servizio ed è andata deserta.

L’ingegnere Simoncini che aveva preso le redini del settore (per poco) ha optato allora per affidare il servizio a tutti gli effetti alla Tekneko attraverso una procedura negoziata, come prevede il codice degli appalti, e al prezzo di 139 euro a tonnellata, quello appunto stabilito da bando. La scelta non piace alla Piseddu che ora annulla quell’atto in autotutela perché – sostiene – la procedura negoziata, dopo la gara deserta, sarebbe dovuta essere gestita anche quella dalla stazione unica appaltante visto l’alto importo, senza contare che non sarebbero stati seguiti i necessari criteri di pubblicità, e l’incremento di importo da 130 a 139 euro a tonnellata non è giustificato per la Piseddu da un’aggiudicazione ritenuta poco adeguata dal punto di vista formale. Ma le nuove condizioni poste oggi dall’architetto che quindi cancella l’operato di Simoncini e riporta la Tekneko a 130 euro a tonnellata non sono state accettate dalla società, ne è nato un contenzioso che porterà dal primo febbraio al blocco del servizio di trasporto e smaltimento dell’organico, che con ogni probabilità si accumulerà per strada. E giusto per inquadrare il clima, la Piseddu firma ora anche il recupero di 380mila euro che il Comune si accorge di aver liquidato alla Tekneko per sbaglio: i chilometri aggiuntivi sono stati calcolati due volte. Tant’è.
Gea Petrini

(in evidenza un’immagine di repertorio dei rifiuti di Guidonia nei periodi di emergenza)

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