La strada dell’unione è sempre molto difficile. Ne sanno qualcosa dalle parti del Pd dove la quiete c’è ma solo in superficie. A mettere in agitazione le anime del gruppo capitanato a Tivoli da Piero Ambrosi, è l’unione (non ancora ufficiale in realtà) tra il partito e la lista civica “Una Nuova Storia”, che passerebbe, il condizionale resta d’obbligo, per la candidatura alla carica di primo cittadino di Giovanni Mantovani. Una scelta secondo alcuni non condivisa che creerebbe qualche difficoltà dentro il partito e che avrebbe portato alla richiesta di utilizzare lo strumento delle Primarie. Una storia, è il caso di dirlo senza giochi di parole volontari, già vista per il centrosinistra tiburtino: nel 2014 la richiesta avanzata da La Città in Comune. Lista legata a doppia mandata proprio ad Ambrosi, fu rispedita al mittente con tutte le conseguenze e la sconfitta del caso.

Anche nel 2019 il copione sarebbe pronto a ripetersi e la questione sarebbe già stata affrontata nel corso di una riunione ieri sera nella sede di via del Melangolo alla presenza dei maggiorenti cittadini. Ma non c’è solo la volontà di utilizzare lo strumento piddino per eccellenza: sul piatto in realtà c’è anche un nome e un cognome, quello di Giovanni Meuti. Classe 1964, il due volte sindaco di Pereto, già candidato alla carica di consigliere nelle precedenti elezioni proprio con “La Città in Comune”, piacerebbe a più di un pezzo del partito e avrebbe l’appoggio anche di una parte di quell’Agenda Tivoli che sta mano a mano perdendo di consistenza, sebbene più di qualcuno ne reclami l’ingresso in campo in vista della chiusura dell’imminente chiusura degli accordi e dell’incontro della “costituente dei progressisti” convocato da Mantovani stesso per il 20 gennaio.
Anna Laura Consalvi

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