Sono passati già diversi mesi, ma dell’attivazione dei nuovi servizi sanitari nella sede Asl a Mentana in via Reatina, inaugurata lo scorso agosto, ancora nessun segnale tangibile. “A che punto è l’attivazione dei servizi previsti?”. A porre la domanda è il consigliere comunale Francesco Petrocchi nero su bianco al sindaco Benedetti e all’Assessore ai Servizi Sociali Lucentini in una interrogazione urgente, per fare il punto sull’ampliamento e rinnovamento della nuova sede e dei servizi sanitari che erano allocati precedentemente nella vecchia struttura di via Fausto Cecconi.

“In via Reatina il contratto di comodato d’uso gratuito ha stabilito che la volontà delle parti è quella di destinare l’utilizzo dell’immobile a numerose attività – continua Petrocchi – che andranno a rafforzare l’offerta dei servizi di natura sanitaria alla cittadinanza. Attività che devono essere attivate entro e non oltre 6 mesi dalla data di apertura della nuova sede Asl”.

Pua (Punto Unico di Accesso servizi e prenotazioni), scelta del medico di base, rinnovo richieste esenzione, prenotazione Cup e centro prelievi, TSMREE (Tutela Salute Mentale e Riabilitazione in Età Evolutiva), centro vaccinale, ambulatorio infermieristico e numerosi ambulatori specialistici, un ventaglio davvero ampio di prestazioni sanitarie all’interno di un’unica struttura ampia e rinnovata, punto di riferimento sul territorio anche per Monterotondo e Fonte Nuova.

“L’immobile è costato ai cittadini di Mentana oltre 1,5 milioni di euro, senza che ad oggi tale intervento abbia avuto un riscontro diretto nell’implementazione e nel miglioramento dell’offerta dei servizi ai cittadini. Risultano infatti attualmente attivi solo il centro vaccinale e il TSMREE come nella vecchia sede ASL in via Cecconi. Inoltre l’entrata principale della struttura in via Reatina è chiusa e non c’è alcuna indicazione dell’Azienda Sanitaria Locale per renderla visibile”.

“Anche se i termini per l’attivazione dei servizi da parte della Asl non sono ancora scaduti – conclude il consigliere – l’investimento fatto al momento non può ritenersi di certo un buon affare sia per il Comune che per i suoi abitanti”.
Francesca D’Ercole

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