La chiamata alla disobbedienza civile tiene banco anche a Tivoli, dove vuoi la sensibilità politica vuoi l’imminenza delle elezioni comunali il tema è decisamente sentito. A replicare all’invito fatto da Articolo 1- Mpd area Tiburtina, che ieri mattina si è mobilitato a sostegno dei sindaci disobbedienti contrari al Decreto Sicurezza firmato da Matteo Salvini, è proprio il sindaco Giuseppe Proietti che risponde all’invito degli attivisti a non applicarlo passando la mano al collega dei piani alti, Nicola Zingaretti, alla guida della Regione Lazio per la seconda volta.

“Come Sindaco e come persona condivido pienamente la visione di un Paese accogliente e solidale, attento ai bisogni delle realtà più deboli sia della nostra nazione sia del bacino del Mediterraneo, sia dei cosiddetti Paesi poveri”, dice Proietti che allo stesso tempo sottolinea la necessità che sia Zingaretti ad intervenire senza passare per la strada che si pone al di fuori della Costituzion”. “La Carta prevede infatti che la Costituzione e le leggi siano rispettate e fatte rispettare dai Sindaci – continua il primo cittadino -. Ritengo quindi che siano da utilizzare gli strumenti che la Costituzione stessa mette a disposizione delle istituzioni come, in questo caso, il ricorso di legittimità alla Corte Costituzionale. Pertanto visto che il Comune non può presentare un ricorso di questo genere, come Sindaco, e lo farò a breve anche attraverso una lettera, chiedo al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che sosterrò politicamente in questa sua iniziativa, di ricorrere alla Corte Costituzionale per il ristabilimento dei valori posti a fondamento della Costituzione Repubblicana”.

Una posizione diramata con un comunicato fatto partire nel pomeriggio di lunedì che ha sortito reazioni a catena, su tutti da parte dell’ex Andrea Napoleoni, e del nuovo collega di partito, il leghista Vincenzo Tropiano, che hanno accusato Proietti di fare sue posizioni di estrema sinistra: “Invece di occuparsi di questioni che non gli competono, farebbe bene a chiedere a Zingaretti i fondi per la Città di Tivoli partecipando ai Bandi regionali a meno che questa mossa, non legittimata da alcun indirizzo del Consiglio Comunale ma da sue convinzioni ideologiche di estrema sinistra, non sia un tentativo di prepararsi un paracadute politico in caso di sconfitta alle prossime elezioni amministrative”, commenta Napoleoni. Intanto Zingaretti un primo passaggio l’ha fatto, non solo ha annunciato di voler seguire le Regioni ribelli sulla strada del ricorso alla Consulta, ma anche di voler stanziare 1,2 milioni di euro per gli Sprar (centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) attivi sul territorio.

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