Neanche la fine dell’anno tranquillizza gli animi della politica di Tivoli pronta, anzi prontissima a dare battaglia in vista di quelle urne che si apriranno tra qualche mese. A cercare di rimettere la palla in gioco è il gruppo di Alleanza per Tivoli, che chiede al contenitore che fino a questo momento ha provato a tenere salde le redini del centrosinistra, Agenda Tivoli, una svolta che vada oltre l’accordo ventilato ma non ancora ratificato con Una Nuova Storia. A fornire l’assist è stato l’ultimo consiglio comunale, quello di venerdì scorso, che ha visto finire all’attenzione dell’aula la delibera di ricognizione delle partecipazioni societarie del comune che, secondo Marino Capobianchi “conferma il completo immobilismo in cui vive la nostra città da cinque anni”. Un immobilismo, precisa, che non “riguarda certo solo sulla questione delle partecipate”.

Un punto di partenza questo, che certifica quel bisogno di cambiamento che passerebbe per l’allargamento del fronte che finora ha cercato di opporsi al governo cittadino e che – sempre per Alleanza – avrebbe bisogno di una spinta in più. “E’ ora, per Agenda Tivoli, di crescere ancora guardando alle altre forze democratiche, moderate e riformiste, per offrire ai cittadini una proposta politica, alternativa e discontinua con le politiche di immobilismo di questa amministrazione, e di individuare un candidato sindaco che sappia rappresentarla anche con strumenti di partecipazione e di condivisione come le primarie”.

Che si tratti di un segnale verso quella parte della coalizione che spinge per la scelta di Giovanni Mantovani, padre di Una Nuova Storia, ancora oggi alla guida del consiglio di amministrazione della Acque Albule Spa, come candidato del gruppo alla carica di primo cittadino non è scritto nero su bianco. Quello che è certo è che la decisone finale non sarà così scontata e l’eventuale uso delle primarie reclamate da un pezzo della coalizione stavolta potrebbe non essere bypassabile. Nel 2014 la decisione di non usarle non portò bene al Pd che si ritrovò beffato a un passo dalla vittoria. La storia insegna davvero?
Anna Laura Consalvi