Guidonia Montecelio entra in meniera permanente nell’osservatorio mediterraneo sulla mafia, sarà monitorata costantemente nel tempo: la fondazione Caponnetto ha presentato ieri il report sulla terza città del Lazio, studiata insieme a Ostia, con l’unica differenza che sul litorale “di mafia si parla, a Guidonia no”, ha detto Salvatore Scalleri. La fondazione arriva attraverso il vicesindaco cinque stelle Davide Russo, che ne fa parte, “quando sono venuto in città ho percepito che la criminalità organizzata era parte della comunità per questo ho avviato il progetto. Non vogliamo dire che Guidonia è mafiosa ma che c’è la mafia a Guidonia. Ci sono cosche che vengono a investire qui i soldi illeciti, noi vogliamo un territorio libero”.

In sostanza, lo studio parla di “alta infiltrazione criminale”, dagli anni ’60 sono stati tracciati venti clan di passaggio o in pianta stabile nel territorio, tra siciliani, calabresi, campani, ma c’è anche la presenza dei Casamonica, albanesi, ex Magliana, la Sacra corona unita. La fondazione ha preso una serie di episodi dividendoli in periodi, dagli anni ’60, dal 2009, dal 2014 e dal 2017 in poi. Si parte con le vicende del boss Luciano Liggio e si arriva all’arresto per droga leggera di un coltivatore diretto. I dati da fonti ufficiali sono stati quindi aggregati, accorpati e analizzati consegnando la fotografia di una città dove non solo è facile “fare affari e nascondersi” senza destare attenzione ma dove “i colletti bianchi non hanno fatto da argine ai gruppi criminali ma anzi li hanno favoriti”. Nella mappatura non manca l’usura, “gli attentati del 2015 sul territorio”, gli arresti della mafia bianca. “Non bisogna mai essere omertosi, parlando di mafia un territorio si vaccina e da oggi Guidonia – annuncia Scalleri – diventa un punto di osservazione fisso sulla mafia”.

E’ il procuratore della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto a fornire il quadro, il territorio è una periferia di Roma, con le stesse criticità, il medesimo approccio culturale. La situazione a Guidonia dice Menditto è “sotto controllo ma ci sono rischi di infiltrazioni mafiose”. In un’area quella a est che soffre degli stessi problemi della Capitale, “non abbiamo però gli uomini e le risorse impiegate su Roma”, per questo “sarebbe necessario un maggiore investimento di uomini e mezzi”. L’impegno al massimo, “non bisogna cedere di un millimetro” scandisce il procuratore accendendo un riflettore sulle associazioni mafiose che non sono più quelle tradizionali ma si alimentano “nella corruzione e nella criminalità economica”.

“Veniamo da una situazione difficile – commenta il sindaco Michel Barbet – ci sono stati degli arresti a Guidonia, non si esce facilmente da un sistema, ma il Comune risorgerà”. Una considerazione in sintonia con la sintesi finale del report messa nero su bianco dalla fondazione: “Guidonia Montecelio non è un territorio perso, totalmente in mano alla criminalità organizzata, questo grazie anche all’inversione di rotta che ha dato questa amministrazione comunale. Le azioni, anche quelle simboliche, poste in essere dalla Giunta di Guidonia dimostrano che è stato avviato un percorso di legalità contro il malaffare e la mafia”. La promozione sembra anche politica.
Gea Petrini