Istituire a Guidonia il registro tumori, uno strumento cioè capace di monitorare e classificare l’andamento dell’incidenza oncologica nel territorio. La proposta è stata avanzata dal consigliere cinque stelle Claudio Caruso che ne ha parlato a microfono nel consiglio di ieri: “Il registro tumori raccoglie informazioni sulle diagnosi tumorali, i percorsi di cura e gli esiti delle terapie. Sono necessari perché in nessuna struttura ospedaliera italiana, pubblica o privata, c’è l’obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Se si vuole sorvegliare l’andamento della patologia oncologica occorre quindi che qualcuno si assuma il compito di andare a ricercare attivamente le informazioni, le codifichi, le archivi e le renda disponibili per studi e ricerche”. I registri possono essere generali oppure specifici rispetto a certe patologie. “E’ impensabile – spiega Caruso – che ad oggi non esista nessuna forma di intervento sul territorio che possa permettere alla gente di essere informata e sensibilizzata su eventuali metodi di prevenzione”.

Sull’idea che ha già raccolto adesioni (nell’intenzione) anche in opposizione, si sono scatenate però le fibrillazioni della maggioranza esplose ieri mattina già in commissione, prima del consiglio, quando Caruso – raccontano i testimoni – è stato pesantemente attaccato dai colleghi cinque stelle. Il consigliere aveva infatti preparato una mozione da mettere al voto in consiglio per istituire il registro, ma la proposta ha fatto infuriare il gotha pentastellato tanto che Caruso ha letto l’intervento ma non ha presentato formalmente la mozione. A non andare giù ai consiglieri vicini è stato il metodo utilizzato: il giovane Caruso, secondo loro, avrebbe dovuto far passare l’iniziativa in commissione per farla diventare poi in caso una proposta di governo e non scegliere invece come strumento di approvazione direttamente la mozione. E alla fine le ragioni del direttorio hanno avuto la meglio chissà proprio se anche per la mattinata concitata, raccontata anche in aula dal consigliere piddì Emanuele Di Silvio. “Caruso ha letto la mozione sul registro tumori in commissione e si è acceso il clima da parte dei consiglieri cinque stelle contro di lui, tanto che io e Proietti abbiamo preso le sue parti, è stato attaccato in maniera pesante. I cinque stelle dimenticano che la libertà personale viene prima di tutto”. Ma d’altronde tra eventi mandati deserti e malumori striscianti, le tensioni in maggioranza sono più forti di quanto non sembri. redpol.