“Ce ne andiamo senza certezze”. Dura più di un’ora l’incontro tra le mamme del comitato disabili e il sindaco Michel Barbet che supportato dal consigliere Matteo Castorino, ha ricevuto ieri mattina la delegazione nella sala Giunta. Sul tavolo, il servizio di assistenza educativa e culturale (Aec) per l’inclusione sociale dei bambini con disabilità nelle scuole di Guidonia Montecelio che sta andando avanti a singhiozzo e rischia a gennaio di finire nel caos. Per intenderci, attualmente ci sono bambini disabili che hanno zero ore a disposizione di assistenza. Dal punto di vista formale, l’intera vicenda è in stallo da settimane. Il servizio è gestito dalla cooperativa Le Mille e una Notte, che ha vinto la gara ad agosto del 2017. A maggio del 2018 il Comune indice un nuovo appalto che è nelle mani però della Stazione unica appaltante della Città Metropolitana, in sostanza gli uffici di quella che una volta era la Provincia, verificano e mandano avanti la procedura aperta – s’intende – nella massima trasparenza. I tempi però si allungano a dismisura. Così scattano le proroghe, la prima da settembre e per due mesi, la seconda scade a fine dicembre. Intanto scoppia il caso per le ore che risultano troppo poche a fronte di un’utenza che cresce, i genitori alzano il livello di protesta, si costituisce il comitato disabili che inizia a puntellare il governo cinque stelle a getto continuo, ogni commissione sono presenti, non si scappa. Ottengono uno stanziamento di fondi che il consiglio comunale delibera tra variazioni, giri di partita, e “speranze”.

Questa è una parola che torna a ripetizione nell’incontro di ieri, dove emergono due elementi chiari. Il primo, è che sindaco e presidente di commissione individuano in “300mila euro la cifra che andrà in più all’Aec”. Una parte, 126mila euro vengono dalla “mafia bianca” e il sindaco ha assicurato essere già nelle casse del Comune su un conto dedicato. Il resto, circa 170mila euro “sono fondi ministeriali” che liberano risorse a favore dell’Aec. L’altro fatto dal quale però non si prescinde è che questi 300mila euro che “andranno a estendere il bando che prevede attualmente 500mila euro” potranno essere impegnati solo quando, appunto, si sbloccherà la nuova gara. “Fino a oggi non siamo stati senza fare niente – dice Castorino alle mamme – abbiamo prodotto gli atti di consiglio per stanziare quei fondi”. Il problema suggeriscono è a Roma. Gli uffici della Città Metropolitana da agosto prendono tempo per verificare in base al ribasso compiuto, il primo arrivato in graduatoria. Ma se a gennaio non entrerà in gioco il nuovo affidamento il servizio sarà in serio rischio, visto che sarebbe necessaria una ulteriore proroga e i fondi sono – diciamo così – vincolati al nuovo bando. Il sindaco ripete “speriamo entro la fine del mese altrimenti lo dovrei interpretare dal punto di vista politico”. Le mamme non si danno per vinte: “Basta chiacchiere bisogna pianificare, ci sono bambini che da diversi mesi sono senza servizio” dice Luisa al sindaco dopo aver messo in evidenza chiaro e tondo le esigenze di tutela delle famiglie. Quando si alzano, Barbet le stringe la mano: “Non è che vuole fare l’assessore?”, le chiede, poi voltandosi precisa, “è una battuta”. Ma scherzando, com’è che dice il proverbio?
Gea Petrini

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