“Casa e lavoro non si toccano”, lo dice senza mezza termini il coordinatore della Lega di Guidonia Montecelio Alessandro Messa, al termine di un lunedì iniziato con la protesta degli inquilini delle case popolari. Sono all’asta gli alloggi, i primi 31 di quasi 400 che nel corso degli anni il Comune si prefigge di dare via per fare cassa. In vendita, con le scadenze a un soffio e le persone dentro. Con la nuova emergenza scoppiata in piazza, il sindaco Michel Barbet ha ricevuto ieri una delegazione, prossimo appuntamento tra una settimana. “Ho partecipato all’incontro tra il sindaco e i cittadini che rischiano di perdere l’alloggio popolare. L’esito dell’incontro mi fa essere velatamente ottimista. Ho contestato alcune irregolarità nella procedura che ha portato alla pubblicazione dell’avviso di asta pubblica, che consentirebbero di sospendere o interrompere la vendita. Senza contare l’assurda situazione in cui gli ignari residenti si sono ritrovati, scoprendo le foto dei propri appartamenti, con tanto di parenti e beni privati, pubblicate in rete”. Il piano di dismissioni va portato avanti, l’ente deve garantirsi entrate in base al piano di riequilibrio, ma si possono scegliere i beni da vendere. “Nel frattempo ho individuato altre proprietà comunali diverse da quelle rientranti nell’edilizia residenziale. Potrebbero essere messe all’asta proprio quelle – dice Messa – senza bisogno di toccare la casa delle famiglie guidoniane. Noi la strada l’abbiamo tracciata, ora è l’amministrazione che deve percorrerla. È chiaro che se la maggioranza dovesse proseguire sul percorso intrapreso fin qui, ci troveremo di fronte alla precisa volontà politica di colpire le case dei cittadini. Casa e lavoro non si toccano. Così come la Lega si è schierata in difesa dei lavoratori delle cave, sarà anche al fianco di chi potrebbe perdere la propria abitazione. Non si cederà un centimetro”.