Maurizio Massini è il miglior candidato possibile alla guida di Forza Italia. Pieno sostegno da Augusto Cacciamani, primo dei non eletti, uno dei nomi forti in casa azzurra. Le indiscrezioni prendono forma, l’asse tra i due gruppi è realtà in vista dei futuri assetti del partito che saranno decisi dal congresso in base al tesseramento che si chiude il 30 novembre. Massini si è fatto avanti per la carica di coordinatore dopo un lungo commissarimento che ha colpito la formazione post caduta dell’amministrazione Rubeis. Sul nome di Massini, ingegnere, c’è quindi la convergenza dell’area Cacciamani. “E’ una persona capace, di esperienza, conosce le dinamiche”. L’ingegnere è stato consigliere nel primo governo di centrodestra, si dovrebbe fare carico del rilancio di Forza Italia vista anche la pesante flessione a livello nazionale.

“La novità è sempre buona cosa ma tra di noi ci sono persone pulite e perbene, non coinvolte in questioni giudiziarie. Bisogna individuare la figura giusta per quel ruolo, e Massini lo è. Avrei potuto rivendicare anche io la funzione, sono il primo dei non eletti e non ho abbandonato Forza Italia nel momento più difficile da sempre. Ma ognuno ha i suoi spazi e quel ruolo non mi si addice, Massini è l’unico che può ricoprirlo. Bisogna voltare pagina rispetto a certe dinamiche interne, con lui potremo farlo”.

L’incognita restano le altre due componenti, cioè Eligio Rubeis e Andrea Mazza. C’è un giallo – al solito – sulle mosse dell’ex sindaco. Se c’è chi sostiene sia pronto a spingere molto sul tesseramento per contrastare l’opzione Massini e soprattutto mantenere una determinante egemonia all’interno del partito, dall’altra alcuni suoi vicini assicurano che ancora non stia muovendo paglia. Sono mesi d’altronde che Rubeis ripete, “Forza Italia è finita”, un sentimento che lo porterebbe a guardare le dinamiche con una certa distanza. E tutto tace anche dal fronte Mazza, l’ex portabandiera che è stato protagonista prima dell’estate della battaglia anti Massini (riuscendo a bloccare la nomina da parte dei vertici a Roma), nonostante il tesseramento in corso ancora non batte un colpo. Che l’architetto e il geometra si stiano preparando a salutare gli azzurri per passare nella Lega? Da quelle parti d’altronde ci sarebbe una reunion di tutto rispetto.
Gea Petrini