Cala un velo sulla nomina del nuovo direttore del museo Rodolfo Lanciani di Montecelio annunciata dal sindaco Michel Barbet in un convegno senza alcuna determina ufficiale di affidamento dell’incarico. Un epilogo in una travagliata vicenda che rischia adesso di far scatenare un pandemonio, visto che il sindaco cinque stelle ha organizzato l’evento al museo sabato scorso nel quale, nelle intenzioni, ha dato il via al nuovo corso del museo Lanciani, chiuso da quel dì, e ora tornato in pista grazie a due figure. L’associazione Una Quantum che gestisce i servizi, cioè apertura e chiusura, attività di valorizzazione in stile hi-tech sono le promesse, e chiaramente il direttore scientifico del museo che Barbet ha individuato pubblicamente con foto di rito, nella dottoressa Ilaria Morini. Eppure non ci sono carte pubblicate come dovrebbe essere a supporto formale della scelta del sindaco, ad alzare il sipario sul caso è il consigliere Emanuele Di Silvio del piddì che da due giorni fa avanti e indietro tra gli uffici comunali per venire a capo del rebus. “Il sindaco ci deve spiegare dove è pubblicata la determina di affidamento dell’incarico, il modo in cui ha proceduto è anomalo. Non c’è l’atto pubblicato da nessuna parte”. Ed è scattata una richiesta di accesso all’intero fascicolo. Un giallo bello e buono considerando che la procedura di selezione è pubblica.

Un bando – senza riaprire il pozzo della cronistoria museo – che per essere precisi era una manifestazione d’interesse, determina del 25 luglio, pubblicata un mese dopo, con la scadenza al 21 settembre per farsi avanti. Massima autonomia garantita da bando al direttore, incarico di due anni, 18mila euro, una serie di requisiti di ammissione e una commissione per valutare le domande per l’affidamento dell’incarico. Una scelta da compiere prendendo in considerazione i curricula e le competenze professionali dei singoli candidati in base a uno schema di punteggio suddiviso tra esperienze, progetto presentato e efficacia del colloquio. Per mettere a punto il procedimento di selezione, un ulteriore avviso per individuare il commissario esterno, un esperto nel campo per la valutazione. Poi servono i passi finali, verbale di commissione e relativa determina di affidamento. Queste le procedure previste. E cosa accade? Intanto vengono affidati i servizi (altra odissea), entrano in pista quindi da poche settimane i nuovi gestori specializzati nell’informatica applicata ai beni culturali. Il Comune annuncia un evento al museo, fissato per sabato scorso, con l’obiettivo di presentare l’offerta complessiva del museo della Triade Capitolina. C’è il gotha al gran completo, dal sindaco Barbet all’assessore Elisa Strani. Immaginarsi la scena, presenti tutti gli addetti del settore, compresi i candidati, Barbet scandisce chi è il nuovo direttore, stringe le mani, è tutto un fiorire di cultura, ma la determina di affidamento ancora non è pubblicata. Sempre che non basti il passaparola.
Gea Petrini