In trenta rischiano il posto di lavoro, la Bioristoro società che gestisce le mense scolastiche a Guidonia Montecelio ha avviato il 23 ottobre la procedura di licenziamento per gli operatori che questa mattina sono in presidio sotto il Comune. Il pasto da casa, introdotto nel 2017, fornisce l’opportunità ai genitori di mandare i bambini a scuola muniti di pranzo, ma ha ridotto drasticamente il numero di pasti serviti da Bioristoro che adesso taglia sui dipendenti, non servono più. Un’emergenza occupazionale – non è la prima – che scoppia nel Comune cinque stelle di Michel Barbet, proprio il sindaco ha ricevuto una delegazione di dipendenti impegnandosi per un tavolo con i sindacati e la società. Un guaio bello e buono ma certo non imprevisto: la massiccia adesione al pasto da casa faceva presagire, già dallo scorso anno, conseguenze prima o poi sul fronte dell’occupazione. “Il Comune ha fatto male i conti” dicono dalla Filcams Cgil: “Chiediamo da più di un anno l’intervento delle istituzioni per contrastare la precarietà occupazionale, ma nessuno ci ha dato delle risposte concrete. Il motivo del licenziamento collettivo è la riduzione dei pasti, avvenuta a causa del consenso da parte del Comune di poter portare il cibo da casa. Tutto questo va a scapito delle lavoratrici che stanno cercando di salvaguardare il proprio posto di lavoro. Attueremo tutte le azioni di lotta sindacale a difesa dell’ occupazione e dei salari. Le istituzioni non possono ancora una volta far finta di non sentire e vedere quello che sta accadendo”.

I numeri in effetti sono impressionanti. I pasti serviti da Bioristoro nelle mense scolastiche a Guidonia sono diminuiti di circa 400 unità rispetto ai 2.100 previsti, un dato dimezzato in confronto a quello del 2014. E le responsabilità sono tutte politiche, lo dice chiaro e tondo il consigliere del piddì Mario Lomuscio. “Per l’ennesima volta la Giunta Barbet ha dimostrato inadeguatezza e scarsa pianificazione nella gestione. Non ha tenuto minimamente conto delle conseguenze che ricadono sui lavoratori. L’amministrazione facendo fronte all’esigenza del pasto da casa si è trovata di fronte all’emergenza nel 2017, dimostrando poi la totale inadeguatezza quest’anno laddove non è cambiato niente, siamo sempre in emergenza, con un servizio arrangiato. E questo crea danni ai lavoratori perché la società ha intrapreso procedura di licenziamento, a uscirne danneggiati sono cittadini lavoratori di Guidonia”.

Un fronte caldo che dovrà gestire non solo il sindaco, ma soprattutto l’assessore alla Pubblica istruzione Elisa Strani, la cinque stelle entrata in scena a Guidonia come avvocato al fianco delle mamme che nell’estate 2017, appena eletto il governo Barbet, davano battaglia per ottenere il pasto da casa come in altre città, viste le sentenze in argomento. Dopo pochi mesi, Strani è stata promossa assessore entrando nella stanza dei bottoni, quando Paolo Aprile le ha lasciato il posto individuata (dall’area interna al movimento che rappresentava) come successore. Una gestione quella targata Strani a conti fatti non priva di scivolate, dal teatro agli eventi, la cultura a Guidonia latita ma non le emergenze. geape.