di Anna Laura Consalvi

Nel pomeriggio dell’emergenza maltempo Palazzo San Bernardino è immerso nel silenzio, tra le immagini dei radar con cui si controlla l’avanzata dell’acqua e del vento e il tam tam di messaggi per capire se lasciare o meno le scuole chiuse per un altro giorno. È lunedì e il sindaco Giuseppe Proietti, anche se è in piena attività, si ferma per più di un’ora dopo la settimana che l’ha visto protagonista di un tira e molla tutto politico con il centro sinistra, finito in un nulla di fatto. Si ferma per raccontarci quello che è stato di quel laboratorio politico partito quattro anni e mezzo fa e cosa ne sarà tra qualche mese, quando le urne si riapriranno di nuovo.

Sindaco siamo arrivati quasi alla fine del suo mandato. Proviamo a fare un piccolo bilancio delle cose fatte e di quello che sarà portato a compimento nei prossimi mesi.

Sicuramente partirei dal completamento della rivoluzione che c’è stata nel ciclo dei rifiuti. Siamo partiti dalla raccolta differenziata ferma al 9% e arriveremo a più del 70%. Adesso toccherà al quartiere Braschi dove non ci sarà il porta a porta ma una ecostazione, che ci permetterà anche di applicare presto la Tariffa Puntuale dei Rifiuti. Ma molto è stato fatto anche per gli impianti sportivi. La Città dello sport era in stato di abbandono, ne abbiamo ripreso il possesso e investito più di 2 milioni di euro, recuperando lo stadio e realizzando una pista di atletica a 8 corsie. Saranno recuperati anche gli spogliatoi vandalizzati e il palazzetto potrà ospitare oltre alla pallavolo e alla pallacanestro anche pattinaggio e hockey. A questo si aggiunge il recupero del campo C destinato al rugby. Tutto pronto entro la primavera prossima, mentre all’inizio dell’anno lavoreremo per lo stadio dell’Albula a Tivoli Terme, grazie al recupero di un mutuo già pagato dal comune di 724mila euro, soldi che non sono stati usati e che sarebbero serviti per spostare il campo. Noi le impiegheremo per realizzare tribune e spogliatoi. Sul fronte della valorizzazione culturale abbiamo aperto il museo della città, dove il prossimo anno si terrà una mostra dedicata al travertino romano e riqualificheremo il piazzale antistante la Villa Adriana. Per la Rocca Pia invece siamo già pronti e il cortile interno sarà dedicato ai concerti. Non posso non parlare dell’illuminazione, con i 6000 punti luce al led che ci consentiranno anche di risparmiare, e delle strade. Si partirà all’inizio di novembre e i lavori saranno completati entro gennaio, con nuove vie inserite nel piano dei lavori. Capitolo a sé stante il sociale, su cui abbiamo fatto davvero molto: dallo sportello antiviolenza ai tirocini lavorativi fino al cantiere che porterà la sede dell’AVIS e un progetto per l’applicazione della Legge sul Dopo di Noi nell’ex casa cantoniera che si trova sulla Tiburtina. Questa amministrazione si è trovata anche alle prese con il problema di Stacchini, dove oggi non ci sono più insediamenti abusivi ma resta il problema della bonifica. Quell’area è gravata da un vincolo sic (sito di interesse comunitario) per la presenza di un lichene che oggi si trova sotto cumuli di rifiuti. Questo non può essere ostacolo perché prima di tutto viene la salute pubblica poi il lichene che può essere trasferito. Non possiamo costringere le persone che vivono lì ad avere il terrore degli incendi. Ultimo capitolo le finanze: abbiamo chiuso, uno formalmente, l’altro sta per chiudersi, i derivati. Vede non si può giocare con il denaro pubblico. Ora pagheremo 500mila euro l’anno con uno sconto del 50%. L’altra palla al piede è la Cooperativa Conti: abbiamo una sentenza esecutiva che ci costringe a pagare più di 9 milioni e concordato un saldo di 2 milioni e 900. Tutto ci costerà un milione di euro all’anno, con cui mi creda potevamo fare tante cose. 

Si parla molto delle Terme e della sorte della società legata a doppia mandata alla sentenza sull’opzione PUT. Crede di aver tradito il programma elettorale come le rimprovera l’opposizione?

Tradito no. La situazione finanziaria del Comune non consente il riacquisto, per farlo dovremmo chiedere un mutuo, cosa che non è possibile. Inoltre la PUT ci condannerebbe a pagare 15 milioni di euro. Posto che li riuscissimo a trovare dovremmo rivendere la società, che vale 38 milioni di euro, e se poi non ricaviamo una somma del genere che affare abbiamo fatto? È una decisione che ho maturato e condiviso con i movimenti civici. Si è parlato anche di referendum ma su questioni come questa non mi sembra fattibile, va bene quando il quesito è semplice. Se riusciremo a portare a compimento questo percorso avremmo fatto un buon servizio a chi viene dopo di noi.

 A proposito di periferie, dagli Arci a Tivoli Terme, ci sono stati dei malumori, anche per quanto riguarda ad esempio l’organizzazione di eventi, troppo nel centro della città pochi da altre parti…

La valorizzazione del patrimonio culturale si fa dove c’è patrimonio culturale. Tivoli Terme ha delle feste, anche Villa Adriana, ma gli eventi di qualità si fanno dove c’è il contenitore adattoCerto il centro di Tivoli ha cambiato aspetto, i giovani non vano più a Roma ma restano qui, ma è evidente che queste cose vanno fatte dove c’è il contesto ambientale.

Altro capitolo il Muro di Ponte Lucano. C’era un progetto affidato ad un esperto per rendere più fruibile la zona. A che punto siamo?

Sono stati appaltati i lavori per 1 milione e 200mila euro su richiesta del comune. Abbiamo bandito un concorso di idee per eliminare il muro e salvaguardare i cittadini. Il problema si risolverà grazie a un collettore che porterà le acque da Piazzale di Ponte Lucano al depuratore di Tivoli. Oltre all’abbattimento del muro si prevede la creazione sulla sponda sinistra del fiume della prosecuzione di un argine e la creazione di una struttura mobile, su modello di Venezia, composta da bocche gonfiabili. Non dovrebbe costare molto e sarebbe fatto dalla Regione. 

Nonostante la sua sia stata un’amministrazione forte dal punto di vista della gestione dei rapporti all’interno della maggioranza qualche defezione c’è stata. Ha rimpianti?

Una defezione, quella di Andrea Napoleoni. Posso dire che dispiace ma sono arrivato a pensare che Andrea non ami stare in maggioranza. Diciamo che è più portato per la verifica dell’operato degli altri. Come l’ha chiamato lei stessa? La penna rossa. Diciamo che si lascia un po’ trasportare…

Non ha mai nascosto la volontà di ricandidarsi per il secondo mandato e il centro sinistra, da cui politicamente proviene, le ha chiesto di aprire le porte ai partiti. Ci sono stati due incontri a tale proposito a seguito di un appello che l’ha vista primo destinatario. Agenda Tivoli ha parlato di tatticismi e di “un trasformismo civico, che di fatto vira a destra che non ha confidenza con le forme di dialogo e del pluralismo”, lei ha rilanciato aprendo a altri Movimenti Civici. Discorso chiuso?

Ho detto pubblicamente che voto Pd e non guardo a destra. L’ho detto anche in consiglio, non mi riconosco in certe affermazioni del Ministro dell’Interno e per questo ho anche pensato di dimettermi. Ma un’alleanza elettorale che oggi comprenda Agenda Tivoli e i firmatari di quella lettera onestamente mi sembra un po’ strumentale. Si può costruire un progetto comune, certo, che però vada al di là del voto. Mi ricandiderò con una cordata più ampia ma di liste civiche. Non posso mettermi d’accordo con l’opposizione solo perché ci sono le elezioni. Piuttosto devo dire che sono preoccupato per l’evoluzione della situazione politica: non si può cercare di risolvere i problemi facendo credere che ce sono di più gravi, non si deve giocare con le paure delle persone, ma si dovrebbe lavorare per una società senza privilegi per nascita.